Hostess molestata a Malpensa, chiesti due anni per l’ex sindacalista nell’Appello bis

MALPENSA – Nuovo capitolo giudiziario nel caso dell’hostess che nel 2018 denunciò di aver subito molestie e abusi all’aeroporto di Malpensa. Nel processo d’appello bis, il sostituto procuratore generale di Milano Angelo Renna ha chiesto una condanna a due anni per l’ex sindacalista della Fit Cisl, imputato per violenza sessuale.

Il caso dei 30 secondi

La vicenda aveva suscitato forti polemiche dopo le precedenti assoluzioni dell’uomo, oggi 48enne, nei primi due gradi di giudizio. In quelle sentenze i giudici avevano sostenuto che la donna, hostess di professione, avrebbe avuto il tempo di opporsi all’aggressione nel giro di “30 secondi”. Una motivazione poi contestata dalla Procura generale e successivamente bocciata dalla Corte di Cassazione, che nel febbraio 2025 ha annullato con rinvio la sentenza d’appello, disponendo un nuovo processo davanti alla Corte milanese.

Secondo la Suprema Corte, il ritardo nella reazione della vittima o nella manifestazione del dissenso è “irrilevante” ai fini della configurazione della violenza sessuale. Nelle motivazioni, i giudici hanno sottolineato come la sorpresa e lo shock provocati dall’abuso possano impedire alla persona offesa di reagire immediatamente, mettendola in una condizione di impossibilità a difendersi. Un principio che, secondo la Cassazione, trova conferma in una giurisprudenza consolidata.

Sentenza a metà luglio

Nel corso dell’ultima udienza, celebrata a porte chiuse davanti ai giudici Manzi, Rinaldi e Fasano, sono intervenute le parti dopo la nuova testimonianza resa dalla donna, assistita dall’avvocato Gionata Bonuccelli. “La difesa ha cercato di minare la sua credibilità, che invece è uscita ancora ben salda. Ha ripetuto quei fatti”, aveva dichiarato il legale della parte civile. La sentenza è attesa per il prossimo 10 luglio.

I fatti contestati risalgono al 2018, quando la hostess si rivolse all’ex sindacalista per una vertenza sindacale. Secondo l’accusa, durante un incontro negli uffici della Fit Cisl di Malpensa, l’uomo avrebbe iniziato a molestarla con il pretesto di rilassarla. “Sei troppo tesa”, le avrebbe detto prima di avvicinarsi alle sue spalle e iniziare a massaggiarle il collo. Da lì sarebbero partiti palpeggiamenti sempre più invasivi, come riportato negli atti giudiziari.

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