Novara, il nuovo quartiere nell’ex area Tav prende forma: «Pronto entro luglio»

Novara nuovo rione popolare
I componenti della commissione durante la visita

NOVARA – Un nuovo volto per l’area a nord della città. Il cantiere del progetto Pinqua (Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare) nell’ex villaggio Tav corre verso il traguardo: le palazzine di edilizia residenziale pubblica, realizzate grazie a un massiccio investimento di 38 milioni di euro dai fondi PNRR, saranno completate entro il prossimo mese di luglio.

Per la consegna vera e propria servirà ancora qualche passaggio, ma il “target” fissato dalle regole dei fondi straordinari europeo è rispettato.

Il sopralluogo: case e palestra quasi pronte

Questo pomeriggio, la III Commissione consiliare ha effettuato un sopralluogo nell’area per verificare l’andamento dei lavori. Il quadro che emerge è quello di un rione ormai definito: gli edifici e la palestra sono quasi pronti, con impianti, pavimenti e tinteggiature già ultimati anche negli interni.

Al momento, gli operai sono concentrati sulla realizzazione della piazza centrale e sulle infrastrutture esterne: strade di collegamento, piste ciclabili e ampie aree verdi che ricopriranno circa il 27% della superficie totale (quasi 95mila metri quadri).

Un quartiere moderno e inclusivo

Il progetto, suddiviso in tre lotti, non si limita alla sola emergenza abitativa ma punta a creare un vero e proprio ecosistema urbano sociale. Il complesso comprende: 92 alloggi (44 quadrilocali, 44 trilocali e 6 bilocali) distribuiti in palazzine di tre piani ad alta efficienza energetica, il nuovo  dormitorio comunale da 66 posti letto, Una palestra e un impianto sportivo all’aperto, la nuova sede del Banco Alimentare, spazi commerciali e locali destinati ad attività culturali ed educative.

La sfida della gestione: l’ipotesi di un soggetto specializzato

Se i lavori procedono secondo il cronoprogramma, resta aperta la questione della gestione. Il Comune di Novara sta valutando un’alternativa alla gestione diretta o tramite l’Atc.

«Stiamo riflettendo su una strada diversa, con un soggetto specializzato», ha spiegato il sindaco Alessandro Canelli. L’obiettivo è duplice: da un lato prevenire «problematiche croniche come la morosità degli inquilini», dall’altro garantire la manutenzione di impianti tecnologici molto innovativi che richiedono competenze specifiche per l’uso quotidiano.

I prossimi passi

Mentre resta ancora da decidere la denominazione ufficiale del nuovo rione (Canelli aveva avanzato l’ipotesi di “Borgo San Gaudenzio”) , il dibattito politico si sposta in aula: lunedì prossimo si riunirà la commissione politiche sociali  per discutere proprio le modalità di assegnazione e gestione degli alloggi, fondamentali per dare una risposta concreta alla carenza di case popolari in città.

Novara nuovo rione popolare –  MALPENSA24
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