A Malpensa due panchine rosse, simbolo del rifiuto della violenza sulle donne

Malpensa panchine rosse femminicidio

MALPENSA – «Questa panchina è un simbolo culturale: di violenza di genere bisogna parlarne sempre, non solo il 25 novembre», ha detto l’assessore alla Cultura di Regione Lombardia, Francesca Caruso. «In provincia di Varese abbiamo fatto tantissimo per semplificare le procedure e intervenire in modo tempestivo a difesa della donne, ma c’è ancora tantissimo da fare», ha aggiunto il prefetto Salvatore Pasquariello. La lista delle vittime di femminicidio nel 2024 in Italia è ancora lunga, «dobbiamo arrivare a zero». E’ stato proprio lui l’ideatore dell’iniziativa che ha portato Sea, in collaborazione con l’Associazione Anemos Italia, e con il Patrocinio degli Stati Generali delle Donne, a installare all’aeroporto di Milano Malpensa due panchine rosse, simbolo del rifiuto della violenza sulle donne. 

La cerimonia 

Accanto a loro, questa mattina 12 febbraio per l’inaugurazione sono intervenuti – tra gli altri – anche il direttore di Enac a Malpensa, Monica Piccirillo, Massimiliano Crespi per Sea, il sindaco di Ferno Sarah Foti, Nicolò Maja e i consiglieri regionali Romana Dell’Erba ed Emanuele Monti. Due le ospiti speciali che hanno reso la loro toccante testimonianza: Anna Marsella, Presidente della dell’Associazione Anemos Italia e il messaggio di Pegah Moshir Pour, consulente e attivista dei diritti umani, Premio Anemos Italia 2023.

Un messaggio mondiale 

Anna Marsella da sempre impegnata della lotta verso ogni forma di discriminazione di genere, in particolare contro la violenza sulle donne, ha proposto a Sea questa iniziativa perché il simbolo della lotta al femminicidio e alla violenza di genere, assume un valore ancora più significativo in un luogo di transito internazionale come Malpensa, contribuendo a diffondere un messaggio di consapevolezza e impegno sociale. Dal Terminal 1 passano donne e uomini provenienti da diversi Paesi, di culture, credo e educazione differenti, la cui attenzione sarà catturata dalla panchina rossa, una agli arrivi e l’altra nel salone check-in.

Malpensa panchine rosse femminicidioLe due panchine 

Una panchina è dedicata alla memoria delle vittime di femminicidio nel 2024, i cui nomi concessi dall’Associazione Non Una di Meno, sono stati riportati dalla mano dell’artista Luca Barcellona che ha così impreziosito la panchina. L’altra è dedicata alla memoria di Masha Amini, attivista iraniana che perse la vita nel settembre del 2022 dopo essere stata arrestata per aver indossato l’hijab in modo sbagliato. Oggi a parlare di Mahsa Amini, è presente Pegah Moshir Pour, una delle voci più importanti nella battaglia per l’emancipazione delle donne iraniane e non solo. L’iniziativa delle panchine rosse nasce in Italia e si è diffusa in molte città come un modo per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo grave problema sociale. Ogni panchina rossa rappresenta un posto simbolicamente occupato da una donna vittima di violenza, ricordando coloro che non ci sono più e non potranno più sedersi su una panchina, ma soprattutto invitano la società a riflettere sulla necessità di prevenire e contrastare la violenza di genere. Le panchine rosse vengono spesso inaugurate in luoghi pubblici come parchi, piazze e scuole, accompagnate da targhe o frasi che promuovono il rispetto e la parità di genere.

Lella Costa a Malpensa: «Femminicidio una parola necessaria»

Malpensa panchine rosse femminicidio – MALPENSA24

 

Visited 516 times, 1 visit(s) today