MALPENSA – Una prima risposta importante, che tiene insieme solidarietà e ordine pubblico. «Senza che i Comuni debbano tirare fuori un euro». I sindaci di Somma Lombardo e Ferno, Stefano Bellaria e Sarah Foti, replicano con tono deciso alla collega di Lonate Pozzolo Elena Carraro che non ha lesinato critiche nello spiegare perché si è rifiutata di sottoscrivere il protocollo per la gestione delle persone senza fissa dimora che vivono a Malpensa.
Qui Somma
«Non è mia intenzione entrare nel merito della dialettica politica di Lonate, ma tengo a ribadire una serie di concetti perché va colto l’obiettivo del protocollo», dice Bellaria. Il primo: «Grazie all’interessamento del prefetto di Varese, Salvatore Pasquariello, è una prima risposta univoca a un problema che esiste da anni. Per la prima volta nessuno si è girato dall’altra parte ma tutti hanno lavorato per una soluzione condivisa». Il secondo: «Nel protocollo è scritto chiaramente che non ci sono oneri economici a carico dei Comuni. E’ una preoccupazione che non esiste. Regione Lombardia ha investito 330mila euro, mica noccioline, e seguiranno altri finanziamenti. Inoltre abbiamo avuto la rassicurazione che, se mancheranno risorse, sarà Sea a garantirle, perché questo è innanzitutto un problema aeroportuale. E’ un problema a cui lavoriamo da due anni, e posso assicurare, senza fare sconti a nessuno».
Qui Ferno
Con la medesima premessa di Bellaria, anche il sindaco di Ferno sottolinea la bontà di un protocollo che «nasce dall’esperienza di chi vive questa realtà e finalmente fornisce strumenti idonei per affrontare la situazione nell’unico modo possibile: facendo rete». Proprio come sottolineato da Croce Rossa e Caritas il giorno della sottoscrizione, «se non c’è coordinamento si rischia di non trovare la soluzione adeguata, e così facendo poi i costi si ripercuotono sulle casse dei Comuni dell’intorno di Malpensa». Ecco perché, con lo stesso modus operandi, Foti chiederà al prefetto di intervenire su un altro problema aeroportuale che finisce per ricadere sugli enti locali più prossimi: «Sto parlando dei minori non accompagnati che vengono fermati dalla Polizia al loro arrivo a Malpensa. Sempre più spesso vengono contattati i Comuni che tramite i servizi sociali si mettono alla ricerca di strutture protette che li possano accogliere, strutture che di prassi sono sempre tutte piene». E sono i Comuni, evidentemente, che si devono sobbarcare i costi. «Sono situazioni drammatiche a cui una singola amministrazione comunale non riesce a fare fronte. Facendo rete, proprio come nel caso dei senzatetto di Malpensa, tutto diventa più facile».
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