di Sarah Zambon
CASTELLANZA – È davvero difficile racchiudere in qualche riga tutto il grande valore umano di una persona come Manuel Sampellegrini, un ragazzo pieno di vita, con un’educazione ed una gentilezza “d’altri tempi”, una cultura profonda ed un grande senso della giustizia e della meritocrazia.
Un giovane imprenditore “con gli attributi”, di quelli che non si spaventano davanti alle difficoltà e che hanno una soluzione per ogni problema, strappato ai suoi cari all’improvviso, a soli 39 anni, in una notte tragica, in un assurdo incidente d’auto su cui si sta ancora indagando per poter dare risposte alla sua famiglia, alla sua compagna ed ai suoi tanti amici, che ancora non riescono a capacitarsi fino in fondo del fatto che niente potrà riportarlo dietro al bancone della sua tabaccheria, da anni trasformata, – con il socio e fraterno amico Teo -, in un vero e proprio punto di riferimento per tutta la Comunità castellanzese.
Aveva perso suo padre neanche un anno fa, eppure Manuel non faceva mai mancare a nessuno un sorriso, una battuta di spirito, un consiglio, una piacevole ed arricchente chiacchierata su come va il mondo o un gesto concreto di aiuto, neanche nei momenti più neri: per lui e per Matteo, coloro che entravano in negozio non erano quasi mai dei semplici “clienti” di cui non avrebbero mai memorizzato né il nome, né il volto, né la voce.
Chi frequentava “La piazzetta” non poteva che sentirsi “a casa” ed era spontaneo creare con loro un personale e speciale legame, chi di amicizia, chi di stima, chi di fiducia e chi anche solo di semplice ma mai scontato rispetto. Ed è quel grande affetto collettivo che ora si sta riversando sulla Piazza Lineare, attraverso un’infinita commozione visibile negli occhi lucidi di chi ci abita o ci lavora e tangibile in tanti abbracci composti e silenziosi.
Nell’oscuro periodo del lockdown per il Covid, per molti castellanzesi Manu e Teo erano praticamente gli unici contatti sociali “garantiti” 6 giorni su 7, un piccolo ma brillante faro di umanità in un momento storico di incertezza e sbando totale.
Manuel sapeva raccontare e raccontarsi e permetteva ai suoi innumerevoli interlocutori di fare altrettanto. Sapeva leggere nello sguardo delle persone e, a volte, anche nel loro cuore. E, come lui, la sua mamma Ornella, la sua compagna Silvia, il suo socio Matteo e tutta la galassia di persone che passavano a trovarli in piazza Castegnate anche da altre zone del circondario.
Se ti incontrava al bar, poi, si fermava volentieri a parlare e magari ti offriva anche il caffè o addirittura la colazione. Così, solo per simpatia. E non mancava di “far girare l’economia” di quella piccola porzione di città a cavallo dell’Olona, che è quasi un mondo a sè rispetto al resto di Castellanza.
Era un ragazzo solare con il cuore buono, con alle spalle una storia incredibile, segnata da mille vicissitudini tra cui un trapianto di rene con l’inevitabile follow up di innumerevoli controlli sanitari a cui sottoporsi.
Era appassionato di motori ed alla guida sapeva il fatto suo: non era mai imprudente o insensatamente spericolato, quindi suona ancora più assurdo che la sua esistenza terrena sia finita proprio mentre si trovava a bordo dell’auto a cui teneva tanto…
Manuel amava la vita. E non solo la sua, ma anche quella degli altri: probabilmente, non sarebbe contento di vedere lo sconforto in cui sono piombate le persone che gli volevano bene e forse apostroferebbe il suo socio Teo, dicendogli “dai bro, non perderti d’animo e stai sereno, che qui c’è da lavorare!”
La sua tabaccheria, infatti, è rimasta regolarmente aperta e il via vai di gente è quello di sempre, anche se è davvero dura per chi ha ora la responsabilità di portare avanti l’attività…
Sabato mattina ci sarà di certo un’immane folla a dargli l’ultimo saluto nella Chiesa del Gerbone e la sua impronta, sempre impressa con eleganza, garbo e sensibilità, rimarrà indelebile nel cuore di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di incontrarlo almeno qualche volta sul loro cammino.
Al Gerbone l’ultimo saluto a Manuel Sampellegrini. Raccolta benefica in suo nome
