Mattarella dice basta ai livori: plenum d’applausi

mattarella csm plenum
Sergio Mattarella

di Massimo Lodi

Ci voleva. Eccome, se ci voleva. La voce più autorevole del Paese interviene sulla rissa politico-giudiziaria e dice basta, datevi una calmata, abbiate rispetto delle istituzioni. Precisamente: chi appartiene a un’istituzione misuri le parole quando si rivolge a una pari istituzione. Chiaro l’indirizzo dell’avviso: il ministro Nordio, che aveva usato il termine paramafioso a proposito del sistema correntizio del Csm. Ma nell’indirizzo può un cicino e più riconoscersi anche il procuratore capo di Napoli, Gratteri, che aveva indicato in massoni e gente di potere i sicuri favorevoli al referendum sulla separazione delle carriere. E chissà se son fischiate le orecchie alla premier Meloni, giusto ieri protagonista dell’ennesima ruvida critica verso la magistratura che, lei sostiene, ostacola il lavoro del governo.

L’avvisatore è il presidente della Repubblica. Anzi, qualcosa di più. Una personalità sopra le parti che sa benissimo cogliere il momento in cui interpretare la parte adeguata a effettuare la moral suasion diretta a ciascuna di queste parti. In undici anni Mattarella non aveva mai presieduto una seduta ordinaria del Csm, lo fa a sorpresa stamattina, 18 febbraio, e per primo definisce inconsueta la sua presenza. Inconsueta, ma determinante a sciogliere i troppi livori accumulatisi nelle settimane e nei giorni scorsi: c’era in ballo la credibilità complessiva dell’Italia e colui che ne rappresenta l’architrave etica prima che d’ogni altro tipo ha deciso per il tackle.

Il confronto tra le opinioni va bene. Non va bene lo scontro tramite esagerazioni dialettiche, uso strumentale d’episodi, argomenti che zero c’entrano con la materia su cui saranno chiamati a esprimere la loro valutazione i cittadini. Lo capiva chiunque, non lo volevano capire le curve dei due schieramenti. E tantomeno chi riveste ruoli di responsabilità primaria, a cominciare dall’inquilina di Chigi e dal Guardasigilli, titolare del dicastero interessato dalla consultazione e dunque chiamato a dar prova d’esemplare contegno ministeriale.

Esiste speranza che il fischio di Mattarella porti i gareggianti a un gioco più corretto? Esiste sì, perché a questo punto chi vìola la consegna dell’irreprensibilità -pur nel dibattere più motivato/acceso- si macchia d’uno sfregio al capo dello Stato. Oltre che presidente del Csm. Oltre che il più popolare tra i connazionali: se poco seguivano la vicenda referendaria, d’ora in poi essi la seguiranno da vicino. Magari, finalmente, facendosi un’idea concreta su cosa han l’opportunità di votare, su quali insidie si nascondono nella propaganda piegata agl’interessi di fazione, su che importanza generale (non solo specifica) comporta l’appuntamento del 22-23 marzo. Insomma: dal presidente-monarca -tale è percepito dall’anima genuina degl’italiani- un invito alla serietà dei rappresentanti, un appello al realismo partecipativo dei rappresentati. L’esortazione che ci voleva. Eccome, se ci voleva. Evviva il nostro re. Re come Repubblicano numero uno. Plenum d’applausi.

mattarella csm plenum – MALPENSA24
Visited 117 times, 1 visit(s) today