BUSTO ARSIZIO – Numeri e graduatorie sono dati oggettivi: gli ospedali di Busto Arsizio e Gallarate stanno perdendo colpi. I nuovi nati sono in calo in entrambe le strutture: nel 2025 meno 8% a Busto e meno 17% al Sant’Antonio Abate. E nelle “graduatorie” del Piano Nazionale Esiti di Agenas i due nosocomi di ASST Valle Olona non raggiugono livelli di eccellenza. Ecco perché il nuovo ospedale – ribattezzato Grande Ospedale della Malpensa – è una necessità. E servirebbe subito, non tra cinque anni.
I dati sulle nascite
Il campanello d’allarme è risuonato nel giorno di Capodanno, quando i reparti di maternità rendono noti i numeri dei parti eseguiti nell’anno appena concluso. E i numeri a consuntivo 2025 degli ospedali di Busto Arsizio e Gallarate mostrano un calo evidente: meno di 700 nascite a Busto, l’8% in meno rispetto al 2024, e neanche 500 al Sant’Antonio Abate, con una riduzione del 17% sull’anno precedente. Messe insieme (1178), fanno più o meno lo stesso numero di nuovi nati dell’ospedale di Legnano (1173), dove però quattro anni fa venivano al mondo appena 827 bambini. E l’inverno demografico spiega solo in parte il trend: perché se Legnano è in netta controtendenza, anche gli ospedali di ASST Sette Laghi tengono nel dato complessivo (3686 nascite nel 2025 rispetto alle 3690 dell’anno precedente, con il Del Ponte di Varese che segna più 2,5% e compensa il calo dei neonati a Tradate e Cittiglio). Sembra esserci un effetto travaso verso le più moderne strutture del territorio circostante.
Il report Agenas
Anche il monitoraggio del Piano Nazionale Esiti 2025 di Agenas, l’agenzia nazionale dei servizi sanitari, restituisce un quadro che fa emergere qualche preoccupazione rispetto agli ospedali di Busto e Gallarate. Sebbene storicamente sede di reparti di eccellenza, nel report Agenas non compaiono in nessuno degli elenchi delle “strutture con livello molto alto” nei singoli ambiti presi in considerazione. Ci sono invece altre strutture del territorio: Legnano ad esempio raggiunge l’eccellenza nell’ambito osteomuscolare e in quello del sistema nervoso, il Del Ponte di Varese e Magenta nell’ambito del parto, la Mater Domini di Castellanza in ambito chirurgico oncologico e osteomuscolare. Busto Arsizio e Gallarate non pervenuti. Il che non vuol dire che non siano strutture di qualità, ma anche se nell’elite nazionale non compare nessun ospedale del Varesotto e dell’Altomilanese, i due ospedali di punta di ASST Valle Olona non mostrano (più) quelle punte di eccellenza che si vedono in altri nosocomi del territorio.
Il nuovo ospedale serve
Due indizi fanno una prova: il nuovo ospedale di Busto-Gallarate serve eccome. Proprio per scongiurare quel rischio di finire marginalizzati dai nuovi ospedali di Varese e Legnano di cui parlavano gli amministratori e i medici che fin dal 2015 sostenevano l’idea dell’allora governatore Roberto Maroni di insediare un polo sanitario d’eccellenza sul territorio del sud della provincia di Varese. In realtà, se l’iter non avesse subito gli stop-and-go che conosciamo (anche la pandemia, ovviamente, non ha aiutato), il Grande Ospedale della Malpensa oggi probabilmente sarebbe già entrato in funzione. E sarebbe la risposta ai dubbi sulla tenuta dei due attuali ospedali di Busto Arsizio e Gallarate che dati e report legittimano. Ora non resta che aspettare il 2031.
