«Mi presti i soldi per il dentista?». A Busto la truffa Whatsapp dai contatti amici

BUSTO ARSIZIO – «Puoi prestarmi 880 euro per il dentista? Te li restituisco stasera». Se il messaggio WhatsApp arriva dal contatto – vero – di un amico conosciuto, il rischio di crederci è alto. È l’ultima frontiera delle truffe via telefono, che sta circolando in queste ore a Borsano. Ma che è già nota all’Agenzia per l’Italia Digitale, che ha emesso un alert proprio pochi giorni fa.

La segnalazione

A segnalare la truffa è Emanuele Fiore, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, che ha ricevuto il messaggio di richiesta di denaro da «un amico che non avrebbe mai osato chiedermi un prestito in quel modo “per nulla amichevole”» e così ha capito che «si trattava di una truffa». La segnalazione è stata subito girata «nella chat del controllo del vicinato di Borsano, dove la Polizia locale ha confermato che si tratta di truffa e ha fornito consigli su come comportarsi». Per Fiore «si tratta di un caso un cui il controllo del vicinato ha funzionato molto bene», ma «è inquietante che questi truffatori riescano a mandare messaggi da un mittente della nostra rubrica: è molto facile che qualcuno possa cascarci. State molto attenti! Se un vostro contatto chiede dei soldi in quel modo diffidate sempre. Se ha davvero bisogno sicuramente vi contatterà in altro modo».

I suggerimenti per evitare la truffa

La truffa è un circolazione a livello nazionale. «La dinamica è semplice ma efficace – spiega l’Agid – l’attaccante prende il controllo dell’account WhatsApp di una vittima e usa la sua rubrica per contattare amici, colleghi e familiari. Il messaggio fa leva sulla fiducia e sull’urgenza per spingere al pagamento immediato». L’Agenzia invita a fare attenzione alle sessioni attive di WhatsApp, incluse quelle sull’app Web e su altri dispositivi collegati, che andrebbero sempre tutte chiuse manualmente, ma anche le chat archiviate. Il consiglio pratico per tutti è di verificare l’autenticità della richiesta chiamando il contatto che l’ha avanzata, ma anche «abilitare la verifica in due passaggi e informare tempestivamente i propri contatti dell’accaduto, in modo da evitare ulteriori vittime».

L’AVVISO DI AGID

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