Milano diventa la città dei dehors: dopo il Covid valanga di richieste

milano dehors domande

di Arianna Magnani

MILANO – Dopo il Covid a Miano le richieste di rimanere all’aperto sono triplicate. Dall’ultimo anno e mezzo ci sono 1.740 domande in più per installare dehors. Lino Enrico Stoppani: «È un dato positivo per le opportunità di business e per favorire i momenti di aggregazione», commenta il presidente della Federazione Italiana Pubblici esercizi.

Dal 1° gennaio del 2025 al 30 luglio di quest’anno il comune ha registrato, tra pratiche già esaminate e in lavorazione, 7.865 istanze che riguardano l’installazione su suolo pubblico di strutture leggere amovibili, tra cui: tende, ombrelloni, tavolini, sedie, fioriere, banchi su cui esporre la frutta. Esse corrispondono a circa il 99% dei locali presenti in provincia, considerando che bar, ristoranti, gelaterie e take away in città sono circa 8 mila.

Il fenomeno inizia a consolidarsi a marzo del 2022: dopo la pandemia i locali hanno richiesto la possibilità di rinnovare la concessione o di occupare una parte dello spazio pubblico per le loro attività. In particolare, in quell’anno, gli uffici hanno ricevuto 1.300 richieste, a fronte di 2.500 pratiche, tenendo conto il contesto di allora. Da questo momento il trend è stato in crescita. Rispetto al 2024, finora sono state presentate il 28% di domande in più.

Il comune di Milano si è trovato a dover rivedere le tariffe per queste concessioni, dato che l’ultimo provvedimento risaliva al 2011. Pertanto nel 2024 sono entrati in vigore nuovi criteri del regolamento del Comune. È stato aumentato il canone unico patrimoniale, applicato per l’occupazione di aree pubbliche escludendo alcune attività (tra cui le edicole, le attività di trasloco e i mercati scoperti) e quartieri. La zona maggiormente colpita è quella sotto la Madonnina: se un locale prima pagava 10.600 euro l’anno per 50 metri quadrati di spazio esterno, dal 2024 ne paga circa 15 mila.

Il Covid rendeva necessario l’aumento dei dehors incentivandone la richiesta, e, di conseguenza, si è creata l’esigenza di regolamentare il diffondersi di tavolini, sedie e tendoni sul suolo pubblico. Le leggi imposte saranno valide fino al 30 giugno 2027 per i dehors di bar e ristoranti, introdotte durante la pandemia. Tuttavia, entro il 31 dicembre di quest’anno il Governo dovrà riordinare la normativa adottando un nuovo decreto legge che faccia chiarezza e che inevitabilmente avrà un peso per il futuro assetto in città. Come afferma Stoppani: «Quelle strutture erano nate come prima risposta all’emergenza pandemica. Ma adesso devono essere disciplinate».

Stoppani sottolinea anche la gravità che può portare la crisi climatica: «Con le temperature così elevate d’estate, ci stiamo interrogando sulla sostenibilità dei dehors, considerando che d’inverno sono difficilmente utilizzabili».

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