MILANO – È la richiesta del rito abbreviato la notizia principale emersa dalla seconda udienza pre-dibattimentale tenutasi oggi al Tribunale di Milano. Chiara Ferragni, imputata insieme ad altre due persone per truffa aggravata per le operazioni commerciali del Pandoro Pink Christmas e delle uova di Pasqua, ha formalizzato l’intenzione di procedere con il rito alternativo, accelerando in maniera significativa i tempi del procedimento.
Sentenza a gennaio
L’influencer, che si è sempre dichiarata innocente rispetto alle accuse mosse, è comparsa nell’aula della terza sezione penale davanti al giudice Ilio Mannucci Pacini. Tailleur marrone, capelli lunghi sulle spalle e sguardo fisso davanti a sé, l’imprenditrice digitale è arrivata a palazzo di Giustizia assistita dai legali Giuseppe Iannaccone e Marcello Bana, per prendere parte all’udienza a porte chiuse, dove erano in programma anche le decisioni relative all’ammissione delle parti civili. Il rito abbreviato, se accolto, permetterà una conclusione anticipata basata unicamente sugli atti d’indagine. Si prevede che la sentenza del procedimento possa arrivare già a gennaio.
Stravolta la carriera della “blondie queen” italiana
Il primo episodio contestato a Ferragni riguarda la collaborazione per il pandoro “Pink Christmas” di Balocco, alla fine del 2022. La promozione suggeriva che parte del ricavato fosse destinato all’ospedale Regina Margherita di Torino. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, l’Agcm, ha sanzionato le società dell’influencer e Balocco s.p.a. per pratica commerciale scorretta, contestando che la donazione fissa era stata effettuata mesi prima del lancio e non era legata alle vendite. Questo avrebbe indotto i consumatori a credere di contribuire direttamente alla beneficenza con l’acquisto del prodotto.
L’apertura dell’inchiesta
A seguito delle sanzioni Agcm e dell’eco mediatica, la Procura di Milano ha aperto un fascicolo. L’indagine si è concentrata sull’ipotesi di truffa aggravata, coinvolgendo Chiara Ferragni e i vertici delle sue aziende, Fenice srl e Tbs Crew srl. L’accusa si basa sul presunto inganno riguardo il reale scopo benefico delle operazioni. L’inchiesta si è estesa ad altre iniziative con simili meccanismi, incluse le uova di pasqua con dolci preziosi e la bambola Trudi. Anche per questi casi è stata ipotizzata una sproporzione tra i compensi ricevuti dalle società dell’influencer e le donazioni fisse effettuate alle associazioni beneficiarie.
