MILANO – Sono almeno otto i casi confermati di tubercolosi tra i medici dell’Istituto di medicina legale di Milano, centro medico-universitario che svolge, tra le altre attività, autopsie e accertamenti medico-legali su incarico della magistratura. Nessuno dei medici risultati positivi è ricoverato. Secondo quanto riferito dal Corriere della Sera, altre sette persone sarebbero risultate positive a due test per verificare la presenza dei batteri responsabili della tubercolosi. Al momento non è stata ancora individuata l’origine del contagio.
Il contagio
La tubercolosi è una malattia infettiva causata principalmente dal Mycobacterium tuberculosis e può trasmettersi per via aerea attraverso particelle respiratorie emesse, ad esempio, con la tosse.
Autopsia sospetta
Secondo Massimo Minerva, medico e presidente dell’Associazione Liberi Specializzandi (ALS), citato dal Corriere, il focolaio potrebbe essere collegato a un’autopsia eseguita su un cadavere con sospetta tubercolosi, alla quale avrebbero partecipato diversi medici specializzandi. Sulla base delle segnalazioni raccolte dall’associazione, Minerva ha sollevato dubbi sulla gestione della situazione da parte dell’Università Statale di Milano.
Gli specializzandi sono medici già laureati e abilitati alla professione che frequentano una scuola di specializzazione della durata, a seconda della disciplina, di quattro o cinque anni. Nel caso dell’Istituto di medicina legale di Milano, fanno riferimento alla scuola di specializzazione dell’Università Statale.
L’ateneo, interpellato dal Corriere, ha fatto sapere di essere impegnato nella ricostruzione dell’accaduto, anche alla luce delle segnalazioni dell’ALS, e di avere avviato gli accertamenti per individuare l’origine del focolaio.
