MILANO – «A Canegrate sono stati fatti dei pasticci, è vero. Ma gli errori capitano e non possono mettere in discussione l’intero progetto». I responsabili di Forestami intervengono a Malpensa24 dopo le critiche alla manutenzione del bosco messo a dimora a Canegrate nell’ambito del progetto (promosso da Comune e Città metropolitana di Milano, Regione Lombardia, Politecnico, Parco Nord Milano, Parco Agricolo Sud Milano, Ersaf e Fondazione di Comunità Milano) che mira a piantare ben 3 milioni di nuovi alberi a Milano e provincia entro il 2030. E annunciano che sarà posto rimedio agli errori compiuti in alcuni comuni.
Ambizioso progetto ecologico con ricadute sociali
«Siamo al quinto anno di attuazione del progetto Forestami – spiga il project manager Enrico Calvo – Nello scorso autunno siamo arrivati a circa 700.000 piante messe a dimora, coinvolgendo 72 Comuni che hanno sottoscritto i protocolli di intesa per costruire insieme strategie di valorizzazione del verde e incremento del capitale naturale. Si tratta di coprire a verde il suolo urbanizzato, contribuendo alla biodiversità e creando habitat naturali e spazi di rigenerazione per i cittadini. Gli interventi operativi di messa a dimora hanno modalità diverse, coinvolgono i cittadini attraverso attività in scuole e aziende e comportano anche la cura e manutenzione delle aree per cinque anni, oltre a un piano per gli anni successivi.
«Le operazioni materiali di piantumazione sono svolte da 11 cooperative sociali con il coinvolgimento di persone diversamente abili, quindi hanno anche un importante impatto sociale. La prospettiva è proseguire su questa linea di lavoro rinforzando alcune attività di ricerca e sviluppando ulteriori percorsi e spazi finalizzati alla salute e al benessere della popolazione, a sua volta sensibilizzata con attività mirate sul ruolo del verde».
Gini: «Interventi soggetti a variabili. Anche umane»
In alcuni casi però, come a Canegrate, l’intervento ha sollevato perplessità, sia per come il “bosco urbano” è stato realizzato, sia per la sua gestione. «Spesso sono critiche fatte da chi non si occupa della materia – ribatte Riccardo Gini, direttore tecnico di Forestami – Un bosco si fa così, con le piante piuttosto vicine, poi nell’evoluzione dei boschi non tutto va a buon fine: non solo per i pasticci dell’uomo, che càpitano, ma per diverse variabili quali annate di siccità, di maltempo eccezionale o la presenza infestante di animali come i conigli. La natura – rimarca Gini – non è una catena di montaggio, con prodotti standard sempre uguali e sempre validi. Come Forestami abbiamo un “catalogo” completo, con boschi dai 4 mesi ai 40 anni: il primo lotto di rimboschimento è del 1983 al Parco Nord e oggi, a distanza di tanto tempo, se ne possono vedere i risultati (nella foto in alto, sotto il titolo)».
Le ricadute positive sono innegabili, se anche Fondazione Cariplo ha finanziato un progetto specifico per la gestione di 700.000 piante sulla base della loro capacità di erogare servizi ecosistemici, che vanno dal trattenere il biossido di carbonio al raffrescare l’aria. Come detto, però, non tutto va sempre per il verso giusto. Nel caso di Canegrate, per Gini «la cooperativa che doveva curare gli alberi con i due tagli dell’erba all’anno ha pasticciato, tagliando tutto. Abbiamo subito proceduto a un riscontro per correggerne gli interventi. Appena sarà possibile rimetteremo le piantine, a spese sue. È un esempio negativo, ma stiamo rimediando».
Calvo: «Piattaforma e monitoraggio per tutti gli impianti»
La stagione di interventi di Forestami in corso si concluderà a marzo, per riprendere con quella seguente in ottobre. «Viviamo di donazioni – sottolineano i suoi responsabili – e il progetto proseguirà se ne avremo a sufficienza. Il nostro è un auspicio». Le prossime piantagioni in programma saranno a Corbetta e ad Arese, ma le attività proseguiranno anche sulla Milano Green Circle (qui sopra) nel capoluogo.
«Oltre alla piattaforma multimediale, che stiamo realizzando, con informazioni su tutte le piante messe a dimora – aggiunge Enrico Calvo – ogni luogo di intervento conterà su un sistema di monitoraggio annuale: alla fine di ogni anno saranno analizzati la consistenza e lo stato di salute di ciascun impianto, con una valutazione di come si è sviluppato, di che cosa manca e quindi come intervenire in seguito».
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