MILANO – Un ingente sversamento di idrocarburi, probabilmente gasolio, ha interessato il Naviglio Grande dopo essere fuoriuscito venerdì pomeriggio da un tombino nella frazione Ponte Vecchio di Magenta. La presenza della sostanza inquinante è stata scoperta durante lavori programmati di manutenzione della rete fognaria. Gli idrocarburi hanno compromesso il funzionamento dell’impianto e, attraverso una feritoia utilizzata normalmente per lo scarico delle acque piovane in caso di forti precipitazioni, sono arrivati nel Naviglio. I tecnici di Gruppo Cap sono intervenuti per mettere in sicurezza la rete e bonificare la vasca, ripristinandone la funzionalità. Nel frattempo, però, la sostanza oleosa ha iniziato a scorrere verso Milano, formando una chiazza lunga circa 28 chilometri fino alla Darsena.
Le barriere lungo il Naviglio
Dopo l’allerta lanciata dal sindaco di Magenta alla Prefettura e agli altri enti competenti, sono state installate sette barriere di contenimento e assorbenti lungo il corso del Naviglio, tra Gaggiano, Robecco sul Naviglio, Trezzano sul Naviglio, Corsico e Milano, nella zona di San Cristoforo. Le barriere hanno rallentato in modo significativo la propagazione della chiazza, anche se una parte dell’inquinante ha raggiunto comunque la Darsena. È in corso l’attività di recupero mediante autopompe, mentre le reti di contenimento resteranno operative nei prossimi giorni per evitare ulteriori dispersioni e consentire il controllo degli alvei a monte.
Le ipotesi sulle cause
Le prime verifiche hanno ridimensionato l’ipotesi di una rottura accidentale di un oleodotto durante lavori di bonifica in un’area dismessa. L’assenza di un calo di pressione nella rete e l’interruzione spontanea dello sversamento renderebbero infatti meno probabile questa ricostruzione. Tra le ipotesi più accreditate vi è quella di uno smaltimento illecito di sostanze oleose nella rete fognaria, eventualmente riconducibile allo svuotamento di una cisterna o a un deposito non correttamente bonificato. Gli accertamenti dovranno chiarire l’origine e le modalità dello sversamento.
Le indagini
Per individuare il punto di origine e risalire ai responsabili sono previste videoispezioni dei tombini e l’analisi delle immagini delle telecamere presenti nella zona. Gli esami di laboratorio sui campioni prelevati da Arpa serviranno inoltre a identificare con precisione gli idrocarburi presenti nell’acqua e a fornire elementi utili per ricostruire la provenienza della sostanza.
Divieti e irrigazione
L’emergenza ha portato al divieto di pesca e navigazione sul Naviglio Grande, particolarmente frequentato anche da società sportive e appassionati di canoa, canottaggio, dragon boat e sup. Particolare attenzione è rivolta inoltre al sistema irriguo, poiché il Naviglio alimenta numerosi canali destinati ai terreni agricoli. Il Consorzio Est Ticino Villoresi ha chiuso le bocche che alimentano le rogge irrigue per prevenire possibili contaminazioni delle coltivazioni, comprese le risaie, e delle aree naturalistiche del Parco Agricolo Sud Milano.
I rischi ambientali
La principale preoccupazione riguarda ora gli effetti dello sversamento sulla fauna ittica, sulla biodiversità e sul sistema irriguo. Il direttore del Parco del Ticino ha evidenziato la consistenza dell’inquinamento e la difficoltà incontrata dalle diverse strutture impegnate nel contenerlo, sottolineando la possibile entità dei danni all’ecosistema.
Salute sotto monitoraggio
Al momento non risultano elementi tali da far scattare particolari allerte sanitarie. La situazione resta comunque sotto monitoraggio, mentre sono vietati la balneazione e gli altri utilizzi dell’acqua del Naviglio. I risultati delle analisi di Arpa, attesi nei prossimi giorni, saranno determinanti per definire la natura degli idrocarburi e valutare più precisamente i rischi ambientali.
Una bonifica ancora in corso
La bonifica proseguirà nei prossimi giorni con il recupero della sostanza oleosa, il mantenimento delle barriere e i controlli lungo il corso del Naviglio. Sarà necessario verificare anche gli alvei a monte per escludere la presenza di residui contaminati. Parallelamente continueranno le indagini per accertare l’origine dello sversamento e le eventuali responsabilità.
