Milano, killer evade e accoltella collega. Sparita donna che lavorava con loro

MILANO – E’ caccia all’uomo dopo l’accoltellamento che ha ferito in modo grave un 50enne italiano di origini egiziane davanti all’hotel Berna, in via Napo Torriani a Milano, dove la vittima dell’aggressione lavorava. A sferrare i fendenti potenzialmente mortali sarebbe stato Emanuele De Maria, 35 anni, detenuto nel carcere di Bollate per l’omicidio di Oumaima Rache, una 23enne tunisina uccisa nel 2016 a Castel Volturno, in provincia di Caserta.

In carcere per omicidio

Il 35enne è in fuga ed è ricercato dalle forze di polizia. L’uomo ha un permesso di lavoro diurno e può uscire dal carcere, da due anni lavora alla reception dell’hotel. Il 50enne lavora invece al bar dello stesso albergo. De Maria non si era presentato al lavoro facendo scattare l’allarme. L’uomo risulta essere evaso perché non ha neanche fatto ritorno in carcere. L’aggressione al collega è avvenuta all’alba di oggi, sabato 10 maggio, quando il barista stava per prendere servizio. Il collega-aggressore lo aspettava davanti all’albergo. L’aggressione, e l’identificazione di chi ha sferrato le coltellate, è avvenuta anche grazie alle telecamere.

Sparita una seconda collega

La vittima è stata operata d’urgenza, il 50enne è grave e in prognosi riservata. Gli inquirenti sperano che sia lui, una volta ripresosi, a fornire dettagli utili a capire il perché della violenta aggressione. C’è infine un secondo elemento d’allarme: da ieri è scomparsa collega di lavoro, Arachchilage Dona Chamila Wijesuriya, 50 anni, originaria dello Sri Lanka ma con cittadinanza italiana, che lavorava al bar dell’hotel Berna ed era quindi collega sia del 50enne accoltellato che di De Maria. La donna non si è presentata al lavoro e il suo cellulare risulta essere spento. Che la scomparsa possa essere collegata all’aggressione è per gli investigatori più di un sospetto. Si teme per l’incolumità della 50enne.

Ipotesi fuga all’estero

Intanto è caccia all’uomo. De Maria ha qualche ora di vantaggio e i controlli sono stati estesi anche all’estero. Già nel 2016, dopo l’omicidio nel Casertano, il 35enne si era nascosto nella cittadina di Weener (nord della Germania, confine con i Paesi Bassi), prima di essere catturato ed estradato.

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