MILANO – “Volare non è solo staccarsi da terra, ma abitare per un istante quello spazio sospeso in cui nasce lo sguardo dell’artista”: “The art of flight” è il tema della terza edizione del Mellone Art Prize, il premio dedicato all’arte contemporanea promosso dalla Fondazione Villoresi Poggi in collaborazione con Independent Artists, con l’obiettivo di sostenere la ricerca artistica e favorire il dialogo tra linguaggi espressivi e temi della contemporaneità.
Quest’anno il premio è ispirato alla figura di Gianni Caproni di Taliedo, ingegnere pioniere dell’aeronautica italiana, simbolo di un dialogo tra arte, ingegneria e visione, che ha orientato gli artisti a confrontarsi con il tema del volo come dimensione progettuale, immaginativa e simbolica.

I vincitori
I primi tre classificati, premiati (con cinquemila euro al primo, tremila al secondo, duemila al terzo) oggi, lunedì 18 maggio, nella Sala Cenacolo del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia “Leonardo da Vinci” sono:
- Angelo Demitri Morandini, primo classificato con “Quello con Timina, il volo più bello della vita”
- Luca Freschi, secondo classificato con “After dark”
- Danilo Torre, terzo classificato con “Collure#4 TakeOff”
I quaranta lavori selezionati sono stati esposti per venti giorni a Villa Brentano a Busto Garolfo, sede della Fondazione, che raccoglie la collezione permanente delle opere di Dario Mellone, pittore e disegnatore, per oltre trent’anni illustratore al Corriere della Sera, al quale il premio è intitolato. Tra gli altri dieci finalisti Piero Addis, Roberta Cavallari, Alessandra Lanese, Ieva Petersone, Maurizio Pometti, Andrea Savazzi e Fausto Trevisan; in totale sono centoquaranta le opere pervenute alla giuria presieduta da Andrea Ciresola (direttore del Museo Mellone, scrittore, artista, divulgatore) e composta da Carola Annoni, artist manager; Susanna Biondi, assessore alla Cultura del Comune di Busto Garolfo; Martina Buttiglieri, curatrice indipendente, contributor e vicepresidente di Independent Artists; Chiara Canali, critica d’arte e curatrice indipendente; Pierfrancesco Meazzini Boccadoro, collezionista d’arte e responsabile della Collezione Gianni Caproni di Taliedo; Giovanni Gardini, curatore e direttore della Raccolta Lercaro di Bologna; Piersandro Pallavicini e Manola Dettori, coniugi collezionisti; Ubaldo Ubaldi, collezionista e socio ClubGAMeC di Bergamo.
«L’opera vincitrice di Morandini – ha spiegato Ciresola – oscilla fra il minimalismo del segno e la scrittura che racconta; non promuove concetti attraverso il significato delle parole scritte ma grazie alla loro valenza grafica. Avere capacità di utilizzare mezzi comunicativi in modo non convenzionale è un prezioso contributo che solo gli artisti autentici sanno produrre».
Costruire il futuro: dialogo tra discipline e nuove prospettive
«È stato difficile selezionare fra le opere messe in concorso, ancor più scegliere i dieci finalisti – ha evidenziato Annoni – il tema del volo e del personaggio di Caproni sono stati rappresentati con una grande varietà di tecniche che lasciano lo spettatore riflettere sulle infinite declinazioni del volo».
«Opere – così Gardini – dal carattere più giocoso, dove il volo rimanda alla dimensione dell’infanzia, si sono alternate a lavori che hanno offerto sguardi più intimi, dai toni a tratti nostalgici, oppure surreali se non addirittura drammatici, dove il volo rimanda alla dimensione della precarietà umana».
«Il Mellone Art Prize si conferma come un progetto culturale capace di unire arte, scienza e tecnologia, offrendo una lettura contemporanea del nostro tempo – ha spiegato Giuseppe Villoresi, ingegnere e presidente della Fondazione Villoresi Poggi – il tema “The art of flight” diventa occasione per riflettere sul rapporto tra innovazione, visione e responsabilità. Come Fondazione Villoresi Poggi sosteniamo questa iniziativa perché crediamo che il futuro si costruisca attraverso il dialogo tra discipline e la capacità di immaginare nuove prospettive».
Il motto “senza cozzar dirocco” coniato da D’Annunzio
A Stefano Bressani, celebre per le sue sculture vestite che utilizzano tessuti di abiti, è stato inoltre assegnato per l’opera “Flying Caproni” il Premio Caproni, promosso in collaborazione con l’associazione dell’omonimo Museo Aeronautico, allo scopo di valorizzare le opere capaci di interpretare il tema del volo in relazione alla figura di Gianni Caproni.
«Ho scelto quest’opera perché è molto forte visivamente e riesce a sintetizzare bene lo spirito di mio nonno, pioniere del volo italiano – ha spiegato il nipote Meazzini Boccadoro – il riferimento al motto coniato da D’Annunzio “senza cozzar dirocco” è centrale: l’idea di colpire senza contatto diretto, che per Caproni significava anche ridurre la guerra di logoramento a terra».
L’opera premiata entrerà nella collezione dell’associazione e sarà anche esposta a Volandia, il più grande parco e museo aeronautico italiano, che sorge negli spazi dell’ex stabilimento aeronautico Caproni, vicino a Malpensa. Qui da sabato 6 giugno sarà presentata al pubblico anche una selezione di lavori del Premio.
A Volandia arriva la Vedetta Velocissima V.6006, mezzo storico della Finanza

