MILANO – Il futuro dell’autonomia energetica italiana passa per un mix strategico che vede nel nucleare di nuova generazione e nel potenziamento dell’idroelettrico i suoi pilastri fondamentali. È quanto emerso a Palazzo Lombardia durante il convegno dedicato alle politiche energetiche nazionali e regionali, organizzato in collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri, dove l’assessore regionale alle Risorse energetiche, Massimo Sertori, ha tracciato la rotta per una transizione che sia al contempo sostenibile e sicura.
La scommessa sul nucleare e il ruolo delle rinnovabili
Secondo la visione della Regione, la prospettiva di medio-lungo termine non può prescindere da una quota stabile di energia fornita dall’atomo. L’obiettivo è integrare il nucleare di nuova generazione con la produzione da fonti rinnovabili, che oggi copre il 42% del fabbisogno nazionale. In questo scenario, Sertori ha rimarcato l’eccellenza dell’idroelettrico, che rappresenta il 40% della produzione “green” italiana ed è l’unica fonte rinnovabile totalmente programmabile. Per sostenere questo settore, la Lombardia ha sollecitato il Governo a introdurre la cosiddetta “quarta via”, una misura normativa necessaria per sbloccare investimenti rapidi in un comparto ritenuto vitale per l’indipendenza energetica.
Il gas come ponte verso la transizione
Nonostante la spinta verso le nuove tecnologie, il gas naturale resta l’elemento chiave per gestire l’attuale fase di passaggio. Sertori ha tuttavia evidenziato un paradosso tutto italiano: a fronte di un fabbisogno totale di 62 miliardi di metri cubi, l’estrazione nazionale si ferma oggi a soli 3 miliardi. La proposta regionale è quella di un deciso cambio di passo che permetta di raddoppiare l’estrazione interna in tempi brevi, arrivando a coprire almeno il 10% del consumo totale. Una mossa ritenuta indispensabile per ridurre la dipendenza dall’estero, specialmente alla luce di un contesto geopolitico che sta riscrivendo gli equilibri mondiali.
Verso una sovranità energetica nazionale
La strategia delineata punta a trasformare l’Italia in un attore più autorevole nello scacchiere europeo e internazionale. Per Sertori, il momento storico impone l’attuazione di politiche straordinarie che possano mettere in sicurezza il Paese. La combinazione tra l’incremento della produzione domestica di gas e l’investimento massiccio sulle tecnologie nucleari e idroelettriche viene vista non solo come una necessità economica, ma come un’opportunità per acquisire maggiore forza negoziale nei confronti degli altri continenti, garantendo continuità e costi competitivi alle imprese e alle famiglie italiane.
