Mille studenti non terminano la scuola nel Varesotto. La risposta al fenomeno

mille studenti scuola varesotto

VARESEQuasi mille “invisibili”, ovvero studenti che escono dal sistema scolastico senza una chiara prosecuzione del percorso. È il fenomeno studiato da un monitoraggio della dispersione scolastica in provincia di Varese, i cui dati sono stati diffusi oggi, venerdì 6 febbraio, in un incontro a Villa Recalcati. L’occasione per riflettere sui numeri, ma anche sulle risposte messe in atto per invertire questa tendenza.

La risposta delle istituzioni

La ricerca, promossa dall’Ufficio scolastico territoriale insieme all’Università Cattolica e alla Provincia, non ha infatti solo il fine di raccontare il tasso di dispersione nel Varesotto ma anche quello di agire con una serie di azioni per prevenire l’insuccesso scolastico e creare alleanze con il territorio attraverso una serie di progetti in cui i ragazzi coprogettano con le istituzioni e il mondo degli adulti. Le attività sono state illustrate dalle professoresse di pedagogia sperimentale Katia Montalbetti e Cristina Lisimberti. Presenti oltre al dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale Giuseppe Carcano (qui sotto l’intervista video) anche il presidente della Provincia Marco Magrini e il prefetto Salvatore Pasquariello: il progetto è inserito infatti tra le attività del tavolo sul disagio giovanile coordinato dalla Prefettura.

I numeri 

Dalla ricerca emerge un totale di 923 studenti che hanno abbandonato gli studi (442 ritirati e 481 non ammessi senza richiesta di nulla osta). Nelle scuole statali su 27.099 studenti, il 12,9% dei non ammessi non richiede il nulla osta. Nelle paritarie nonostante il bacino ridotto (2.628 studenti), il dato dei non ammessi senza nulla osta sale al 61,4%, segnalando un rischio di abbandono molto alto. La dispersione non colpisce tutti gli istituti e le aree allo stesso modo: gli istituti professionali sono i più esposti a traiettorie “non lineari” e interruzioni definitive, mentre nei licei prevalgono le bocciature con prosecuzione e negli istituti tecnici sono frequenti i cambi di indirizzo. Il picco di uscite dal sistema è nel nord della provincia (1 studente su 4 non richiede il nulla osta), complice la vicinanza con la Svizzera che favorisce l’ingresso precoce nel mondo del lavoro. Il centro è l’area con le traiettorie di uscita più contenute, mentre il sud è più soggetto a mobilità e trasferimenti.

I momenti critici

L’abbandono scolastico si concentra prevalentemente nel primo biennio delle superiori. Le classi prime e seconde rappresentano lo scoglio principale, sebbene emergano fragilità anche nel passaggio tra il terzo e il quarto anno. Nell’anno scolastico 2024/2025 il 9,8% degli iscritti alle scuole statali non è stato ammesso alla classe successiva; di questi, oltre il 12% è uscito direttamente dal circuito dell’istruzione. La dispersione in ogni caso non è un evento isolato, ma l’esito di un percorso di demotivazione e difficoltà di apprendimento progressive che culminano nella mancata richiesta di trasferimento (il nulla osta).

Le azioni messe in campo

In risposta al fenomeno sono state avviate delle iniziative nelle scuole, come la formazione degli insegnanti e progetti che vedono protagonisti i ragazzi, cercando di far analizzare il fenomeno agli studenti stessi, mettendosi in rapporto anche con i propri enti di riferimento come il Comune. «Questo ha già dato dei buoni risultati perché abbiamo visto per esempio negli istituti professionali che storicamente avevano un insuccesso abbastanza alto si è ridotta la percentuale degli insuccessi, quindi dei non passaggi all’anno successivo», ha commentato il dirigente Carcano. 

Varese, cala la dispersione ma spesso gli studenti sbagliano la scelta della scuola

mille studenti scuola varesotto – MALPENSA24

Visited 263 times, 1 visit(s) today