VARESE – Cambio di passo. Chi transita in quel tratto di viale Borri e non è di Varese quasi nemmeno la nota. I varesini, invece, sanno bene dov’è la Fondazione Molina, una realtà che ha un posto anche nel loro cuore. Quello tra “il” Molina e la città è un legame che è diventato forte nel corso dei 150 anni di storia (e di tante belle storie che si potrebbero raccontare) che proprio quest’anno verranno celebrati e festeggiati.
Il futuro della Rsa
Imprimere un cambio di passo nel rispetto della mission ultracentenaria del Molina è uno degli obiettivi del consiglio di amministrazione presieduto da Michele Graglia e del direttore, Carlo Nicora, manager conosciuto e apprezzato nel mondo della sanità regionale. E proprio Graglia e Nicora, in presenza del sindaco di Varese Davide Galimberti, hanno incontrato negli spazi della Fondazione Varesina il presidente della Fondazione Iseni Y Nervi Fabrizio Iseni.
«Sono rimasto favorevolmente impressionato da questa realtà – ha dichiarato Iseni – un fulgido esempio di come si possa operare nell’ambito socio assistenziale garantendo standard di altissimo livello professionale e qualitativo. Realtà come la Fondazione Molina rappresentano un presidio sanitario importante per la città di Varese e per tutto il territorio».
Il presidente Iseni, accompagnato da Graglia e Nicora, ha potuto visitare alcuni reparti della Fondazione Molina. Tra questi anche la nuova Casa del Sollievo, un progetto al quale aveva iniziato a lavorare Guido Bonoldi, prima di essere eletto in consiglio comunale e portato in porto dal presidente del cda Carlo Maria Castelletti. Un reparto che conta 15 posti letto dei 470 sui quali può contare la Fondazione di viale Borri, di cui 336 destinati alla Rsa e 134 per le varie “specializzazioni” (Alzheimer, Stati vegetativi, Sub acuti; Psicogeriatrico, Psicahiatrico, Cure intermedie, Alta intensità).

