Molinari (PD): «Serve un Patto sociale. Il centrodestra? Zero idee per Varese»

L'assessore Roberto Molinari

VARESE – «Ma quale Gotham City. Varese è una città viva e vuole rimanere tale, nonostante questo centrodestra che, con una narrazione fasulla della realtà, dimostra di non avere né idee né soluzioni ai problemi. La dimostrazione? Gli Stati generali di due settimane fa che si sono risolti con una spolverata di nomenclatura di partito». Parte con una rasoiata agli avversari politici la riflessione di Roberto Molinari, assessore ai Servizi sociali e – lo ribadiamo come in altre occasioni – tra gli “architetti politici” del campo largo (se possibile, ancora un po’ più largo) galimbertiano.

Roberto Molinari, non passa giorno che il lavoro dell’amministrazione non finisca nell’occhio del ciclone delle critiche dell’opposizione. Ora, impossibile pensare che “sia tutto da rifare”, ma nemmeno credere che ogni cosa sia rose e fiori. Dove sta la verità?
«La verità è che il centrodestra varesino sta facendo una narrazione negativa e sbagliata di Varese, che non è, come sostengono loro, Gotham City. La nostra è una città viva e che vuole continuare a essere tale. Questo centrodestra e la Lega in particolare, stanno dimostrando di non avere idee e nemmeno soluzioni».

L’obiettivo degli Stati generali che il centrodestra ha organizzato però dimostra il contrario di quanto va dicendo, non crede?
«Se quelli sono gli Stati generali, non abbiamo nulla da temere. Ho visto solo una spolverata di nomenclatura di partito passare dal Santuccio. Al contrario la nostra coalizione può mettere sul tavolo 10 anni di buon governo della città a fronte di zero proposte da parte loro».

Nel calcio si dice: vincere è facile, confermare negli anni i risultati è invece più complicato. Voi al prossimo giro (nel 2027) cercate di portare a casa sindaco e terzo mandato. Impresa non da poco a Varese. Cosa metterete in campo?
«Il 100 a zero resta scolpito nella storia amministrativa di questa città. Noi in questo momento abbiamo l’obbligo di dimostrare che le due vittorie con Davide Galimberti non sono state un caso, ma frutto della capacità di governare e rilanciare Varese. Da qui in avanti dobbiamo essere bravi a lavorare sulla continuità di quanto fatto fino a ora e sulla discontinuità con nuove idee e progetti pensati sulla base dei cambiamenti introdotti».

Molinari ci scusi, ma il suo ragionamento non fa una grinza, ma assomiglia alle “buone intenzioni” di tutti coloro che si apprestano alla campagna elettorale. Può entrare nel dettaglio?
«Il primo passo l’ho detto all’inizio, ovvero: smentire la narrazione che la Lega sta portando avanti per far dimenticare i suoi 20 anni e passa di governo della città. Il secondo è la continuità, cioè ripartire dai 100 milioni di euro investiti su Varese contro lo zero fatto da chi ci ha preceduto. Il terzo passo è la discontinuità imposta dai cambiamenti. La prossima amministrazione dovrà trovare soluzioni per mantenere i servizi ai cittadini, la loro qualità e, poiché le necessità mutano e le richieste aumentano, rispondere ai bisogni della gente».

Bene, come?
«Serve un nuovo Patto sociale da costruire a livello locale. Roma, intesa come Governo, continua a fare orecchio da mercante e prosegue con la politica dei tagli. Gli amministratori non possono più aspettare e devono mettere in campo soluzioni».

Come si costruisce il Patto sociale che lei auspica?
«Bisogna partire da un cambio di visione. L’amministrazione deve costruire una rete con le altre istituzioni: politiche e penso alla Regione e alla Provincia; sanitarie; con le Fondazioni e con la realtà del Terzo settore. Questo significa mettere in gioco una visione che ragioni sui servizi erogati e su quelli che diventeranno necessari con l’obiettivo di mantenerli efficaci e di garantirli senza perdere di vista i costi».

A che punto siete?
«Se in questi due mandati la “vetrina” è stata presa da opere e cantieri, da qui in avanti servono nuove soluzioni per rispondere ai problemi sociali. In dieci anni di governo di Varese abbiamo anche costruito relazioni e progetti con un’ampia rete istituzionale, ma soprattutto abbiamo testato un metodo di dialogo e governo con la città che può essere il modello anche per i prossimi 5 anni. Tutto questo senza nascondere le difficoltà».

Ma per fare tutto questo serve anche una figura capace di fare sintesi e guidare la coalizione. Avete già il nome del candidato?
«Guardi, in questo momento individuare un nome non è una nostra priorità. Tutta la coalizione sta lavorando su quanto le ho detto prima. Noi vogliamo arrivare con una proposta progettuale per continuare a rilanciare Varese e dare risposte ai varesini. Cosa che non vedo fare nel centrodestra. Dall’altra, infatti, non ho ancora sentito un loro esponente dire: “Noi sappiamo come fare e sappiamo farlo meglio di loro”, questo perché non hanno un progetto di città e non sanno cosa fare».

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