Come nessuno nella storia: Remco Evenepoel vince il quarto mondiale crono consecutivo. Alle sue spalle un combattivo Filippo Ganna. Ma tra i due il divario è enorme. Il successo del belga non è mai stato in discussione. Anzi, è stato bravo Ganna a rimediare a una partenza disastrosa che lo vedeva al primo intertempo in 10 posizione con un distacco di 22 secondi da Remco.
Chi si accontenta…
Per chi si vuole consolare quella del piemontese è la prima medaglia degli azzurri nella rassegna iridata che si disputa in Canada e che vedrà il suo momento culmine domenica 27 con l’assegnazione del titolo dei professionisti. A chi piace la retorica per Ganna ha già sfoderato una delle frasi più stupide che si possano sentire nel mondo dello sport: “Il primo degli umani”.
Appuntamento mancato
Pippo aveva impostato la seconda parte della stagione per questo appuntamento. L’obiettivo era solo uno: vincere. Ogni altro risultato non serviva a nulla. La terza medaglia d’argento è un contentino, non cambia la sua carriera. Carriera, per rimanere in ambito strada, nella quale ci sono due maglie iridate di specialità, ma anche nessuna classica.
Negli ultimi dieci testa a testa a cronometro, solo una volta ha avuto la meglio Ganna. Sempre in questo contesto, sei successi del fiammingo con Pippo al secondo posto.
La differenza
A vederli pedalare la differenza è enorme. Complice anche la taglia, con l’italiano più alto di una ventina di centimetri. Ma Remco sembra un proiettile, è un corpo unico con la sua bici. Frontalmente, dove per causa degli attriti si gioca gran parte della partita, da lui non entra nemmeno uno spiffero perché il casco sfiora le mani. Ganna davanti ha un buco, una finestra spalancata. Verrebbe anche da dire che Ganna usi delle pedivelle cortissime. Ma forse queste sono solo suggestioni, impressioni. Dietro di lui, a curare ogni dettaglio, ci sono gli “scienziati” della NetCompany-Ineos. Quelli del team che ha inventato i marginali gains. Impossibile che sbaglino.
Preparazione con lacune
Stesso discorso dovrebbe valere per la preparazione. Eppure, nonostante l’argento, Ganna non è sembrato nella migliore condizione. Quando ha aperto il gas in rettilineo filava, ma nei rilanci, all’uscita delle curve strette, è sempre stato in difficoltà. Macchinoso, pesante. Forse con un trasporto eccessivo. Ma anche qui troniamo al pub to di prima: sarà mai che gli “scienziati” sbagliano? Ma no. un’altra sensazione: dopo il traguardo Pippo è sfinito, Remco neanche troppo affaticato.
Verso il futuro
Però se alla fine becchi quasi un minuto da Remco, che in una prova così è un abisso, e torni dietro per solo una quindicina di secondi Seixas – che è certamente un giovane fenomeno, ma in salita e per le gare a tappe – vuol dire che qualcosa non ha funzionato. E che andando verso i 31 anni, per il futuro, Pippo qualche scelta importante la deve fare.
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