CASTELLANZA – Recuperare una linea ferroviaria dismessa e trasformarla in una nuova infrastruttura per la mobilità. Una speranza per il vecchio sogno del tram-treno sui binari dell’ex ferrovia. È l’idea che Michele Crenna, esponente di Castellanza nel cuore, rilancia guardando a un progetto sviluppato in Germania: il Monocab OWL, un sistema di cabine elettriche a guida autonoma che viaggiano su un unico binario e che potrebbe rappresentare un modello interessante anche per il futuro della città.
L’idea
«Dalla Germania arriva un progetto che fa riflettere: si chiama Monocab OWL, sistema di mono-cabine elettriche a guida autonoma che viaggiano su un unico binario, recuperando linee ferroviarie dismesse invece di lasciarle all’abbandono», scrive Michele Crenna sui social. Il sistema tedesco prevede cabine autonome e completamente elettriche in grado di utilizzare infrastrutture ferroviarie già esistenti. Grazie a un sistema di stabilizzazione giroscopico, le cabine possono incrociarsi anche viaggiando in direzioni opposte sullo stesso binario, evitando la necessità di realizzare un secondo binario lungo l’intero tracciato. Il progetto è già stato premiato a livello europeo e il debutto commerciale è atteso entro il 2028.
Non solo Castellanza?
Da qui la riflessione sulla possibilità di applicare un concetto analogo anche a Castellanza. «E a Castellanza? La vecchia linea ferroviaria potrebbe tornare utile per collegare la stazione, il centro città e la nuova area Mill», propone Crenna, già candidato per Castellanza nel Cuore alle ultime amministrative. Una prospettiva che potrebbe andare anche oltre i confini cittadini, tornando a guardare alla Valle Olona e alla sua storia ferroviaria. «E non solo: si potrebbe pensare in grande, guardando anche alla ferrovia della Valmorea, per ripristinare i collegamenti con i comuni della Valle Olona».
Per Crenna è un’ipotesi da perseguire: «Ci vuole lungimiranza. Ci vuole la volontà di non chiudere le porte a queste possibilità», è l’appello. In quest’ottica, anche le nuove opere viabilistiche dovrebbero essere inserite all’interno di un disegno complessivo. «Per questo progetti come il nuovo parcheggio di via Matteotti con la sua rotonda, o il nuovo MD con la relativa rotonda, non possono essere pensati come interventi fini a sé stessi: devono dialogare con una visione di cambiamento e di prospettiva futura per la città».
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