CURIGLIA CON MONTEVIASCO – Niente risarcimento da parte del Comune di Curiglia e della Regione Lombardia per l’ex gestore del ristorante Il Camoscio Bellavista di Monteviasco, costretto a rinunciare alla propria attività dopo la chiusura della funivia che collega Curiglia al borgo montano, scattata il 12 novembre del 2018, con il conseguente isolamento del borgo, a seguito del drammatico incidente che aveva causato la morte di Silvano Dellea, manutentore dell’impianto.
La sentenza
I due enti pubblici non hanno responsabilità nella vicenda che aveva portato l’allora gestore del ristorante a chiudere i battenti, davanti alla prospettiva di continuare a sostenere ingenti costi restando senza clientela per l’impossibilità di accedere all’impianto di risalita, di proprietà del Comune. Lo ha stabilito il Tribunale civile di Varese, respingendo la richiesta di risarcimento di 400 mila euro fatta dall’imprenditore, condannato a pagare le spese legali delle altre parti.
Il ristorante e il turismo
La richiesta risarcitoria era stata avanzata anche in funzione del ruolo positivo e strategico – e dunque meritevole di attenzione da parte delle istituzioni, nella visione dell’ex gestore dell’esercizio – ricoperto dal ristorante per il turismo delle valli luinesi, e più in generale dell’alto Varesotto. Turismo danneggiato a sua volta dalla chiusura della funivia, visto che l’unico collegamento tra Curiglia e Monteviasco, in assenza dell’impianto a fune, è dato da una mulattiera composta da 1400 gradini.
L’avvocato Gian Piero Maccapani, legale dell’ex gestore del ristorante, ha rilanciato sulla fondatezza di questa tesi, annunciando un possibile ricorso in appello a fronte del verdetto del giudice, e sottolineando il rammarico, suo e del proprio assistito, per l’impossibilità di instaurare un dialogo con i due enti pubblici, e per il mancato sostegno economico degli stessi enti nei confronti dell’imprenditore, che aveva investito sul potenziale turistico del borgo di montagna, trovandosi poi a dover chiudere il ristorante per cause non legate alla propria attività. Ma la sentenza, evidenzia l’avvocato Andrea Giancristofaro che ha rappresentato il Comune di Curiglia nella causa, ha confermato la tesi dell’ente pubblico, che ritiene di aver operato in modo corretto affrontando la complessa questione della funivia, tuttora chiusa, con l’obiettivo di trovare un nuovo gestore.
Il processo per omicidio colposo
Il Tribunale di Varese si era già espresso lo scorso dicembre in merito alla funivia di Monteviasco, ma in un altro procedimento: quello per la morte di Silvano Dellea. Sei le condanne per omicidio colposo (con pene da un minimo di un anno di reclusione ad un massimo di un anno e otto mesi), che hanno riguardato le posizioni dei consiglieri della cooperativa che all’epoca dei fatti gestiva la funivia, e il direttore d’esercizio. Assolti gli altri imputati: ingegneri del Ministero dei Trasporti e il progettista della revisione generale.
