MORNAGO – Ci sono gesti che non fanno rumore. E poi ci sono gesti che, proprio come la musica, riescono a entrare piano piano nel cuore di una comunità. È successo a Mornago, dove il ricordo di Enrico Vigilante, storico medico condotto del paese, scomparso a 102 anni, si è trasformato in un dono che continuerà a vivere ogni giorno tra i banchi di scuola. I suoi figli, Luigi, Umberto e Livio, hanno scelto di ricordarlo con un gesto semplice e potentissimo: donare un pianoforte alla scuola secondaria di primo grado. Uno strumento che non è solo legno e tasti, ma memoria che si fa futuro, emozione che diventa occasione di crescita per decine di ragazzi.
Trasformare un ricordo personale in un bene per tutti
All’inaugurazione di ieri, giovedì 19 febbraio, erano presenti il sindaco Davide Tamborini, l’assessore all’Istruzione e Cultura Giovanna Bea, Gabriella Cicolini, dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo di Mornago, e Pietro Pulvirenti per la Galstaff Multiresine, che ha contribuito in modo determinante al restauro dello strumento. Un contributo importante è arrivato anche dalla Notte Bianca 2025 organizzata dalla Polisportiva Vinago. «In mezzo a tutto questo, il ruolo dell’amministrazione comunale è stato fondamentale: non una presenza formale, ma un vero punto di raccordo tra sensibilità diverse», ha sottolineato Cicolini. «Il Comune ha saputo mettere insieme le esigenze della scuola, la disponibilità dell’imprenditoria locale, l’energia dell’associazionismo e la volontà della famiglia Vigilante di trasformare un ricordo personale in un bene per tutti. È così che si costruisce una comunità educante».
Ogni nota porterà con sé una trama di vite intrecciate
«Questo pianoforte racconta chi siamo – ha dichiarato Tamborini – una comunità che non lascia soli i ricordi, ma li trasforma in qualcosa di vivo. Abbiamo lavorato per unire persone e sensibilità diverse, perché crediamo che il compito di un’amministrazione sia creare legami che restano, non solo opere che si vedono». Ancora più intimo il pensiero di Bea: «Dentro una scuola non entrano solo strumenti, entrano possibilità. Questo pianoforte sarà una voce per chi magari non riesce a esprimersi con le parole. È un regalo ai nostri ragazzi, ma anche un modo delicato per dire che la comunità crede in loro». D’ora in poi ogni nota che risuonerà in quella scuola porterà con sé una trama di vite intrecciate: quella di un medico che ha dedicato il proprio tempo e la propria cura a un’intera comunità, quella di una famiglia che ha trasformato il dolore in un gesto di generosità e quella di un paese che, grazie all’impegno congiunto di istituzioni, associazioni e cittadini, continua a credere nel valore dell’educazione e della cultura. E quando il pianoforte comincerà a suonare, non sarà solo musica: sarà la voce silenziosa di Mornago, che riconosce in quelle note la propria storia, la propria gratitudine e il proprio futuro.
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