Morte di Ramy Elgaml: la difesa di Bouzidi chiede di citare il Ministero della Difesa

milano processo ramy elaml

MILANO – Istanze risarcitorie rivolte direttamente ai vertici dello Stato e una linea difensiva orientata a sollecitare la riqualificazione dell’imputazione in omicidio volontario. È iniziato e subito slittato per l’astensione nazionale degli avvocati il percorso dell’udienza preliminare dinanzi al gup di Milano sul caso di Ramy Elgaml, il diciannovenne che ha perso la vita il 24 novembre 2024 a seguito di un incidente al termine di un inseguimento da parte di una pattuglia dei carabinieri. I giudici hanno riaggiornato il calendario fissando le prossime sedute per il 6 novembre e il 21 dicembre.

Le richieste della difesa e la citazione del Ministero

A margine dell’udienza la difesa di Fares Bouzidi, il ventitreenne alla guida del TMax (già condannato a un anno e mezzo per resistenza e ora coimputato per omicidio stradale), ha preannunciato l’intenzione di chiedere l’autorizzazione a citare il Ministero della Difesa come responsabile civile per i danni, unitamente alla compagnia assicurativa del veicolo di servizio. I legali del giovane hanno inoltre depositato una nuova perizia tecnica curata dall’organizzazione francese Index, sostenendo l’ipotesi dello speronamento volontario con dolo eventuale e sollecitando il proscioglimento del loro assistito, constituitosi parte civile per le lesioni subite e per i presunti falsi documentali. Diversa la posizione dei famigliari della vittima, presenti in aula con il padre di Ramy, che non intenderanno citare il Dicastero e scioglieranno le riserve sulle costituzioni di parte civile nelle prossime udienze.

I reati contestati e la ricostruzione dei pm

Al centro del procedimento figura un carabiniere, imputato per omicidio stradale con l’ipotesi di eccesso colposo nell’adempimento del dovere e per falso nel verbale d’arresto. Secondo i pm milanesi, il militare avrebbe condotto il mezzo a velocità e distanza inadeguate rispetto all’esigenza di fermare lo scooter, la cui targa era già stata diramata via radio. Nel medesimo fascicolo sono contestati a vario titolo a sei colleghi i reati di favoreggiamento, depistaggio e falso per le presunte alterazioni della ricostruzione dei fatti. La difesa di Lenoci ha annunciato il deposito di una controperizia volta a dimostrare la piena assenza di responsabilità del militare nella sequenza dello scontro.

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