VARESE – Regione Lombardia continua a investire nella valorizzazione del patrimonio storico-industriale e imprenditoriale del territorio. La Giunta regionale, su iniziativa dall’assessore Guido Guidesi (Sviluppo economico) e di concerto con gli assessori Francesca Caruso (Cultura) e Debora Massari (Turismo, Marketing territoriale e Moda), ha approvato il rifinanziamento del bando “Musei di Impresa 2026”. Un totale di circa 2,5 milioni di euro per sostenere 49 progetti. Di questi, 182.000 euro saranno utilizzati per finanziare 4 progetti nel Varesotto.
Il contributo
La misura consiste nella concessione di un contributo a fondo perduto alle aziende che intendono realizzare o riqualificare il proprio museo di impresa, sostenendo sia la creazione di nuovi allestimenti, anche digitali, sia la valorizzazione dei siti esistenti, comprese le aree visitabili degli stabilimenti. L’agevolazione copre il 100% delle spese ammissibili, per un importo massimo di 50.000 euro a fronte di un investimento minimo di 10.000 euro per imprese singole o in aggregazione. Nel caso di un progetto presentato da una filiera produttiva riconosciuta da Regione, l’importo massimo sale a 80.000 euro a fronte di un investimento minimo di 20.000 euro.
I progetti nel Varesotto
Nello specifico, in provincia di Varese verranno finanziati i progetti: “Archivio museale storico industriale e del lavoro della Comerio Ercole Spa” (32.000 euro); “Grassi 1925 – 100 anni di wearable passion” (50.000 euro); “Museo Allix” (50.000 euro) e “Museo Secondo Mona” (50.000 euro).
Scelta strategica
«Con il rifinanziamento confermiamo una scelta strategica: valorizzare un patrimonio unico che racconta la nostra identità produttiva e la storia del successo economico del territorio», sottolinea Guidesi. «I musei di impresa custodiscono il patrimonio di competenze, innovazione, sacrificio e visione imprenditoriale che ha reso la Lombardia il motore economico del Paese. Raccontare questa storia significa investire sul futuro, perché consente di comprendere il valore del lavoro, dell’ingegno e della capacità di anticipare i tempi che caratterizzano il nostro sistema produttivo».
Presidio culturale di valore
«I musei di impresa – sottolinea Caruso – rappresentano un presidio culturale di straordinario valore perché custodiscono e raccontano la memoria del lavoro, dell’innovazione e della creatività lombarda. Documenti, marchi, brevetti, archivi, macchinari e prodotti sono testimonianze preziose della nostra storia industriale e della capacità della Lombardia di essere protagonista dello sviluppo economico nazionale e internazionale. Sostenere la loro realizzazione e riqualificazione significa preservare un’eredità che appartiene a tutti e renderla sempre più fruibile, affinché possa continuare a trasmettere identità, conoscenza e senso di appartenenza alle future generazioni».
Attrattività per ì territori
«I musei di impresa – aggiunge Massari – rappresentano un importante fattore di attrattività per i territori, perché arricchiscono l’offerta turistica con esperienze autentiche capaci di raccontare l’identità produttiva delle nostre comunità. Sempre più visitatori ricercano percorsi che uniscono cultura, tradizioni e manifattura d’eccellenza: i musei di impresa rispondono perfettamente a questa domanda, creando nuove opportunità di sviluppo per il turismo e per l’economia locale. Valorizzarli significa promuovere un modello che mette al centro la storia, il saper fare e le eccellenze che rendono la Lombardia riconosciuta e apprezzata nel mondo».
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