Bellaria testa l’Ambulatorio medico di Somma: «5 ore per una medicazione»

Somma lombardo Bellaria ambulatorio

SOMMA LOMBARDO – Cinque ore e mezza, tre strutture sanitarie e diversi spostamenti per risolvere un problema che, in passato, sarebbe stato gestito in circa un’ora direttamente all’ospedale cittadino. Stefano Bellaria, ex sindaco di Somma Lombardo e oggi consigliere comunale di opposizione, ha testato personalmente il nuovo Ambulatorio medico della Casa di Comunità di via Fuser. Un’esperienza personale decisamente negativa che lo ha portato a rinnovare le proprie critiche alla chiusura del Punto di Primo Intervento del Bellini.

Odissea sanitaria 

Il suo racconto parte da una necessità concreta. «Ieri ho subito un piccolo incidente domestico e mi sono recato, come da protocollo, alla nuova Casa di Comunità per farmi visitare». Fin dal primo momento, però, è emersa una differenza sostanziale rispetto al servizio precedente. «Qui non si cuce né si fanno radiografie», gli ha precisato il medico che lo ha accolto. Una spiegazione corretta, riconosce Bellaria, ma che gli ha immediatamente fatto tornare alla mente le esperienze passate, sue e dei familiari: «Per un taglio alla mano, una forte slogatura o un dito rotto eravamo stati curati bene e celermente direttamente al Punto di Primo Intervento dell’ospedale Bellini».
Questa volta, invece, il percorso è stato decisamente più articolato: prima la Casa di Comunità, poi l’ospedale Bellini per due volte e infine il Pronto soccorso di Gallarate. «Ovunque il personale si è comportato in modo accogliente e professionale. Tuttavia ho impiegato cinque ore e mezza e occupato il personale di tre strutture sanitarie per una cosa che in passato aveva richiesto un’ora di tempo e un unico luogo». Guarda il video:

Riaprire il Primo intervento 

È proprio questo il punto su cui l’ex primo cittadino concentra la propria riflessione. «Il peggioramento è palese, soprattutto se l’obiettivo dichiarato è il rafforzamento della sanità territoriale attraverso l’avvicinamento dei servizi al cittadino».
Da qui la richiesta, che Bellaria ribadisce senza mezzi termini: «È importante riaprire il Punto di Primo Intervento dell’ospedale Bellini. La sua utilità e funzionalità sono fuori di dubbio». Nel suo intervento affronta anche il tema della carenza di risorse umane, indicata tra le ragioni delle scelte organizzative. «Se non c’è personale, forse bisognava pensarci per tempo. Piuttosto si chiuda o si riduca temporaneamente l’attività dell’ambulatorio della Casa di Comunità e si ritrasferisca il personale al Bellini, perché da lì è stato preso».

La risposta a Molgora 

Infine, Bellaria coglie l’occasione per rispondere alla lettera aperta dell’ex sindaco di Angera, Alessandro Paladini Molgora. «Qui non si tratta di essere Guelfi o Ghibellini, ma di avere ben chiaro cosa si vuole. I cittadini chiedono la riapertura del Punto di Primo Intervento dell’ospedale Bellini. Senza se e senza ma». E conclude con un appello rivolto a chiunque condivida questa richiesta, riprendendo un passaggio dell’intervento in assemblea pubblica del vicesindaco Manuela Scidurlo: «Se è realmente l’obiettivo di tutti, allora battiamoci per questo, non per un semplice monitoraggio di un servizio che è già un disservizio».

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