CASTANO PRIMO – A ufficializzare la notizia è stata, lunedì 2 novembre, la Fondazione Museo Diocesano Carlo Maria Martini: dal 1° gennaio 2027 la Via Crucis castanese di Gaetano Previati (nella foto) sarà in deposito nel Museo Diocesano Carlo Maria Martini, dove resterà fino al 31 dicembre 2036. Il capolavoro pittorico di proprietà della città di Castano Primo per i prossimi dieci anni sarà dunque esposto in un’apposita sala del museo milanese di piazza Sant’Eustorgio. «Ciò, in buona sostanza – rileva l’amministrazione comunale – significa che le 14 tele del maestro divisionista torneranno ad essere visibili ai più, compreso quel pubblico internazionale che difficilmente riesce a raggiungere la provincia per ovvi limiti di comunicazione e collegamento».
Già anni fa la Via Crucis era stata esposta al Museo Diocesano per una mostra pluriennale che aveva ottenuto grandi consensi di critica e di pubblico, sotto la direzione di Paolo Biscottini. Ora, grazie all’interesse e alla disponibilità dell’attuale direttore Nadia Righi, la possibilità di permettere al maggior numero possibile di persone di fruire del capolavoro pittorico di Previati si è ripresentata a seguito dell’epistolario e degli incontri intessuti tra l’amministrazione Colombo e la Fondazione del Museo Diocesano. Epistolario e incontri che, passo dopo passo, hanno tracciato un percorso progettuale preciso che ha come obbiettivi la valorizzazione delle tele castanesi nel capoluogo lombardo e il restauro del portico del cimitero di Castano, sede originaria dell’opera.
«Sede adeguata per un vasto pubblico»
«Solo da una valutazione superficiale il deposito della Via Crucis castanese a Milano può essere considerato un impoverimento per la nostra città – argomenta la sua scelta l’amministrazione di Villa Rusconi – Innanzitutto perché si tratta di un prestito, secondo perché il capolavoro pittorico castanese alla fine, con il bene placet di ogni Soprintendenza, non potrà che tornare al suo luogo di origine e, nello specifico, nell’edificio progettato per accoglierlo. Attualmente però, e per un lasso di tempo considerevole, potrà essere fruito da una platea internazionale, in una sede adeguata al rango a cui l’opera appartiene».
L’attuale amministrazione afferma di essersi impegnata «affinché la Via Crucis godesse del meritato interesse: attraverso il coinvolgimento delle scuole, della stampa, dei soggetti del terzo settore, nonché attraverso eventi e manifestazioni realizzati ad hoc, senza però mai riuscire a superare il limite costituito dalla collocazione dell’opera, oltre a quelli anche economici dell’Ente che ne possiede la proprietà. La collaborazione con il Museo Diocesano di Milano non può dunque che essere interpretata come un’opportunità imperdibile per Castano Primo, al fine di dare lustro, visibilità e onore al suo massimo capolavoro pittorico. Una location dove la Via Crucis castanese del Previati (l’altra si trova negli appartamenti pontifici del Vaticano) trova adeguata collocazione, promozione e sicurezza, ma soprattutto un luogo dove per i castanesi le porte saranno sempre aperte, con l’ingresso gratuito per tutto il periodo della lunga esposizione».
Il calvario delle opposizioni
La scelta dell’amministrazione è stata però osteggiata dai gruppi di opposizione. Attivamente, Che Bella Castano e Progettando Castano Primo nell’ultimo consiglio comunale hanno chiesto «una rivalutazione congiunta della decisione» e di «coinvolgere e ascoltare i cittadini su una decisione così cruciale per la comunità». Ancora ieri, martedì, l’ex sindaco Giuseppe Pignatiello è tornato sulla questione domandando «perché non chiediamo ai castanesi che cosa ne pensano?».
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