VARESE – Congresso provinciale della Lega: c’è chi avanza l’ipotesi di un rinvio. Da giorni se ne parla in Lega e la conferma che il vertice federale del Carroccio stia ragionando sull’opportunità di fermare le biglie in campo arriva anche da alcune indiscrezioni giornalistiche.
Possibile?
Tutto è possibile. Ma non sempre ciò che è possibile è anche semplice da realizzare. Nel senso che la macchina organizzativa, avviata dal segretario provinciale Andrea Cassani solo una settimana fa è ormai lanciata. E in campo, oltre a quella del sindaco di Gallarate, c’è anche la candidatura di Mirko Reto. Entrambi stanno lavorando, con strategie diverse, alla campagna elettorale interna. Insomma, i candidati stanno facendo quanto contemplato dalle liturgie di un congresso ordinario.
Ma quello in programma domenica 8 novembre, alla Sala Piotti di Albizzate, è un congresso straordinario per le condizioni che si sono venute a creare e che sono emerse alla luce del sole dopo il congresso federale.
L’occhio di Salvini
Per la segreteria provinciale della Lega in provincia di Varese corrono due leghisti che non sono esattamente in linea con il Capitano. Le divergenza di Reto risalgono qualche anno fa, mentre Cassani, oggi, incarna il leghista che ha avuto il coraggio di “cantarle” al segretario federale. E proprio la mancanza di un candidato salviniano – il tempo per una candidatura in effetti era davvero risicato – potrebbe portare la Lega del Varesotto al di fuori del seminato ufficiale. Non solo. Varese è al momento considerata una roccaforte del Fronte del Nord e il congresso provinciale di domenica anticipa quelli di Brescia e Bergamo, altre due aree non salviniane.
Normale quindi che colui che ha in mano le redini del partito ragioni sui possibili e antipatici sviluppi. Ed è qui che è spuntata l’ipotesi di tirare il freno ai lavori congressuali di Albizzate con l’obiettivo di trovare una figura terza che sappia ricomporre le evidenti fratture.
Che fare?
Strada difficilmente percorribile, anche perché la militanza è stata messa in modalità congresso dai due candidati. Imporre l’alt potrebbe far saltare la mosca al naso a una base già di per sé disorientata. Senza poi contare che al momento Salvini non ha ancora dato vita alla segreteria che dovrebbe coadiuvarlo nel suo mandato come annunciato al congresso. Insomma, la mossa verrebbe vista come una forzatura esagerata. Tanto che, sempre negli ambienti leghisti, c’è chi propende per un eventuale commissariamento, ma più avanti. Insomma, un rebus che, se se ne parla, vuol dire che esiste ed è da risolvere. E che potrebbe essere sciolto nell’incontro in via Bellerio che si dovrebbe tenere proprio alla vigilia del congresso di Albizzate.
