SOMMA LOMBARDO – Si è scusata Daniela Bianchi «se non siamo riusciti a comunicare bene questo passaggio», ma con la chiusura del Punto di Primo intervento dell’ospedale Bellini e il trasferimento dell’attività all’ambulatorio medico nella Casa di Comunità di via Fuser, «pensavo di avere fatto una cosa buona per la cittadinanza». E invece la popolazione di Somma Lombardo, la scorsa estate, si è rivoltata con una petizione sottoscritta da migliaia di persone. E ieri sera, 27 ottobre, in consiglio comunale aperto c’è stato finalmente l’atteso faccia a faccia.
Somma modello regionale
In un confronto, a tratti aspro, durato oltre due ore e mezza, la dg di Asst Valle Olona ha spiegato che i Punti di Primo intervento non sono più previsti dalle recenti normative («Li stanno chiudendo in tutta la Lombardia») e che la situazione strutturale a Somma «non garantiva la sicurezza né per il paziente né per il personale medico». Il trasferimento, ha rimarcato più volte, non è un ridimensionamento. «È aperto dalle 8 alle 19, quindi tre ore in più, e in una struttura nuova si trovano gli stessi medici e infermieri di prima. C’è la medesima offerta, tanto che questo è diventato un modello regionale e tutti i Punti di primo intervento verranno trasferiti in ambulatori ad accesso diretto nelle Case di Comunità». Guarda il video:
Gli investimenti e gli Ospedali di Comunità
Insieme al direttore sociosanitario, John Tremamondo, la dg ha ricordato inoltre i recenti investimenti sulla sanità sommese («Oltre 8 milioni di euro»), con una Casa di Comunità che entro l’anno amplierà la gamma di servizi offerti e con l’apertura di 40 posti letto in due distinti Ospedali di Comunità. A gestirne una parte ci sarà una società terza. «Ma non è una privatizzazione», si sono difesi i vertici di Asst Valle Olona. «A causa della carenza di personale infermieristico si tratta di un’esternalizzazione, così come sta avvenendo in quasi tutti gli Ospedali di Comunità della Regione Lombardia. Ma la gestione resta in carico ad Asst, così come il controllo dell’appalto».
Apertura di credito
Dalla maggioranza c’è stata una notevole apertura di credito. «Tenere aperto il Bellini con gli attuali servizi è già una grazia», ha detto il sindaco Silvio Pezzotta al termine del dibattito. La sua vice Manuela Scidurlo ha detto di aver compreso le motivazioni del trasferimento e ha rassicurato la popolazione: «Conosciamo tutti la storia del nostro ospedale, quindi, se le esigenze cambieranno, sarò io la prima a richiamare Asst attorno a un tavolo». Per il presente, ha chiesto di avere dati periodici trimestrali sull’andamento dell’ambulatorio, di intervenire sulla carenza di medici di base e pediatri in città e di mantenere alta l’attenzione verso le persone fragili.
Voci contro
Tantissime le voci contrarie in sala, che hanno di fatto ribadito le critiche espresse a più riprese negli scorsi mesi. Mauro Tapellini del Comitato Pro ospedale ha ribadito che «è una grande menzogna» paragonare un ambulatorio medico a un Punto di primo intervento, tanto che «la chiusura, non il trasferimento, è stata una ignobile decisione». Dello stesso avviso, ma con toni decisamente più cauti, il consigliere regionale Samuele Astuti (Pd), presente in sala (guarda il video qui sotto). Una cittadina ha persino raccontato che prima si entrava in un ospedale per farsi curare, mentre oggi, «nonostante gli 8 milioni di euro investiti, le ambulanze non riescono a entrare nella struttura di via Fuser e i vecchietti vengono scaricati per strada». Asst Valle Olona ha promesso un intervento a breve per ovviare al problema.
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