La “guerra” dei social, Baroffio: «Pronto a denunciare i fagnanesi che mi insultano»

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FAGNANO OLONA – I social, quelle piattaforma che si trasformano in campo di battaglia. Si sa, il mondo delle piazze virtuali lascia sempre più spazio a commenti dai toni forti. Succede anche a Fagnano Olona, dove l’ultimo post del sindaco Marco Baroffio ha come obiettivo di mettere in chiaro la propria posizione. E annunciare eventuali provvedimenti. Scrive: «In alcuni gruppi Facebook si assiste troppo spesso a discussioni nelle quali sembrano non esserci limiti né confini tra critica, offesa e diffamazione». Il suo atteggiamento, precisa, sarà di «non rincorrere ogni polemica, rispondere a ogni provocazione o alimentare discussioni che spesso non portano a nulla». Ma aggiunge: «Quando ne ricorreranno i presupposti, valuterò senza esitazioni le opportune iniziative, anche sotto il profilo legale, a tutela della mia persona, della mia reputazione, del ruolo che ricopro e dell’istituzione che rappresento». Il motivo? «È una questione di rispetto, responsabilità e tutela dei propri diritti».

Le parole del sindaco

Ecco il testo integrale di Baroffio:

Fino a qualche tempo fa utilizzavo spesso questa mia pagina Facebook per rispondere a polemiche, commenti e discussioni che hanno accompagnato questi anni di amministrazione. Poi ho scelto di cambiare atteggiamento. Non perché non volessi più confrontarmi, né perché avessi paura delle critiche, ma perché ho deciso di non rincorrere ogni polemica e di lasciarmi scivolare addosso molte cose.
Con il tempo ho preferito evitare di alimentare discussioni, arrivando talvolta anche a modificare il mio modo più spontaneo di essere e comunicare.
Non mi sono mai considerato infallibile. So di poter commettere errori, di averne probabilmente commessi e di non aver sempre fatto tutto nel modo migliore. Ma ho sempre cercato di assumermi le mie responsabilità e, quando si sono presentati dei problemi, di trovare soluzioni e porvi rimedio. Amministrare significa anche questo: fare delle scelte, assumersi responsabilità e cercare di migliorare, imparando anche dai propri errori.
C’è però una differenza sostanziale tra il diritto di critica e il rispetto delle persone e delle istituzioni.
In alcuni gruppi Facebook si assiste troppo spesso a discussioni nelle quali sembrano non esserci limiti né confini tra critica, offesa e diffamazione. Le critiche sono legittime, il confronto è necessario e nessuno deve sentirsi esonerato dal rendere conto del proprio operato. Ma questo non può diventare un pretesto per diffondere insinuazioni, affermazioni false, denigrazioni e attacchi personali.
E questo vale non soltanto per il mio ruolo pubblico, ma anche per la mia persona e per le attività che fanno parte della mia vita e del mio lavoro.
Essere sindaco non significa rinunciare alla propria dignità e ai propri diritti. Significa anche avere la responsabilità di tutelare il ruolo istituzionale che si ricopre e l’ente che si rappresenta.
Per queste ragioni ho deciso di mantenere questo approccio. Non intendo rincorrere ogni polemica, rispondere a ogni provocazione o alimentare discussioni che spesso non portano a nulla. Continuerò ad ascoltare le critiche, anche quelle dure e scomode, ma non intendo più considerare normale tutto ciò che viene scritto o affermato, soprattutto quando vengono superati determinati limiti.
Quando ne ricorreranno i presupposti, valuterò quindi senza esitazioni le opportune iniziative, anche sotto il profilo legale, a tutela della mia persona, della mia reputazione, del ruolo che ricopro e dell’istituzione che rappresento.
È una questione di rispetto, responsabilità e tutela dei propri diritti.
Si può dissentire, criticare e avere opinioni profondamente diverse. È il bello della democrazia. Ma il rispetto delle persone e delle istituzioni deve rimanere un punto fermo.

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