VARESE – Aprirà il 28 febbraio a Santa Caterina del Sasso la mostra “La memoria degli oggetti” nel decennale del naufragio avvenuto nel 2013 a Lampedusa. L’evento è stato lanciato oggi, venerdì 12 gennaio, a Villa Recalcati. Occasione in cui il presidente della Provincia di Varese Marco Magrini ha lanciato un’idea per il futuro dell’eremo, ovvero farlo diventare un polo espositivo dedicato all’arte sacra (qui sotto l’intervista).
Museo d’arte sacra
Magrini ha esordito ringraziando Archeologistics, che da qualche mese si occupa dell’eremo, per la gestione della struttura. «L’attività si sta svolgendo molto bene e con efficacia all’eremo e sta anche recependo alcuni messaggi che quest’amministrazione ha dato rispetto ad alcuni obiettivi che si sta prefissando. L’obiettivo della Provincia in un prossimo futuro nell’ambito dei progetti emblematici è quello di creare un museo dedicato all’arte sacra a Santa Caterina del Sasso. La volontà con la Curia è di fare delle esposizioni e mostre di alto livello che in provincia non ci sono. Potrebbe essere un’occasione per inserirsi in quella rete di musei sul territorio come Villa Panza, il Maga e tanti altri». Sarebbe dunque un’occasione in più per valorizzare una struttura già molto frequentata sia per motivi religiosi che dai turisti: nel 2023 i visitatori sono stati più di 160mila, oltre il 10% in più rispetto al 2022.
La mostra
“La memoria degli oggetti. Lampedusa, 3 ottobre 2013. Dieci anni dopo” è il nome dell’esposizione che sarà allestita all’eremo dal 28 febbraio all’1 aprile. Un progetto delle associazioni Carta di Roma e Zona. La mostra raccoglie e presenta gli oggetti appartenuti alle persone migranti decedute nel naufragio del 3 ottobre 2023, le fotografie di Karim El Maktafi e i video di Valerio Cataldi. Un progetto sostenuto con i fondi Otto per Mille dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai. L’Eremo di Santa Caterina del Sasso, la cui storia prende avvio proprio dal naufragio del beato Alberto Besozzi, ospita la mostra dopo il primo allestimento avvenuto al Memoriale della Shoah di Milano, grazie alla collaborazione tra Provincia di Varese, Archeologistics e Fraternità Francescana di Betania. «Provincia è attiva su questo tema – ha aggiunto il presidente Magrini – siamo al lavoro con la Prefettura per un protocollo per la gestione dei minori migranti che arrivano». Alla presentazione monsignor Franco Agnesi, vicario generale della diocesi di Milano, ha parlato di «una collaborazione che mette insieme la bellezza dell’eremo e il tema dell’immigrazione».

Dieci anni dopo
All’alba del 3 ottobre 2013 un vecchio peschereccio con oltre 500 persone a bordo naufraga a ridosso dell’isola di Lampedusa. Vengono recuperati 368 corpi di persone di nazionalità eritrea. Per la prima volta i corpi dei naufraghi sono visibili al mondo intero. È un evento che cambia la percezione dei naufragi e che scatena una reazione emotiva a livello politico, mediatico e sociale. Da quella tragedia, dal 2014 a oggi, si contano oltre 31mila persone morte nel Mediterraneo con la speranza di raggiungere l’Europa.
