Barnea ha parlato di un agente identificato solo come “M.”, morto all’estero mentre era impegnato in attività operative contro Teheran, senza però fornirne l’identità. A colmare il vuoto sono stati i media israeliani, tra cui The Jerusalem Post e Channel 12, secondo cui l’agente sarebbe deceduto in Italia nel 2023, durante una missione congiunta con i servizi segreti italiani per ostacolare l’accesso dell’Iran ad armamenti avanzati.
Il naufragio
Il riferimento è al naufragio della Gooduria il 28 maggio 2023 nelle acque di Lisanza, in cui persero la vita quattro persone: oltre all’agente del Mossad, anche due funzionari dell’AISE e Anya Bozhkova, cittadina russa e compagna dello skipper Claudio Carminati.
A bordo dell’imbarcazione si trovavano complessivamente 23 persone: 21 agenti – otto italiani dell’AISE e tredici israeliani del Mossad – oltre a Carminati, considerato vicino agli ambienti dell’intelligence, e alla sua compagna. Non si trattava quindi di una semplice escursione, ma, secondo quanto emerge, di un’operazione congiunta tra servizi italiani e israeliani. Una vera spy story. Nel marzo di due anni fa si era avuta l’implicita conferma dell’Aisi che si trattava di 007 caduti in servizio. In una targa ricordo, infatti, venne scritto che erano deceduti durante una «delicata attività operativa con Servizi Collegati Esteri».
Le parole di Barnea
Le parole di Barnea sembrano ora chiarire il contesto: l’agente “M.” sarebbe stato coinvolto in attività strategiche contro l’Iran. «Le operazioni guidate da M. combinavano creatività, astuzia e tecnologia, influenzando in modo significativo il successo della campagna contro Teheran – ha dichiarato il direttore del Mossad – Durante l’Operazione ‘Ruggito del Leone’, il mio pensiero è andato a lui, caduto fuori da Israele mentre svolgeva la sua missione».
Naufragio di Lisanza: il relitto ai raggi X. Cosa ha causato la tragedia?
naufragio lisanza mossad 007 – MALPENSA24