Malpensa, la protesta degli autisti Ncc: «Il Decreto Salvini aiuta solo i taxi»

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MALPENSA – «Per noi sta diventando insostenibile». Parte da qui Alberto Cioni, Ncc della provincia di Varese. C’era anche lui questa mattina – 12 dicembre – a Malpensa per protestare contro «le assurdità inserite nel Decreto Salvini». Il riferimento va alle nuove disposizioni sul servizio di noleggio con conducente e al fatto che «tutti i dati sensibili finiranno in una piattaforma ministeriale con un livello di rischio “medio” in fatto di cybersicurezza». Un sistema che, affonda, «serve più a semplificare il lavoro dei taxi».

Il messaggio consegnato

Questa mattina, una trentina di Ncc si sono ritrovati a Malpensa, con l’obiettivo di «informare l’utenza in partenza e in arrivo» sulle nuove diposizioni Ncc. Una protesta contenuta, con giusto uno striscione e le forze dell’ordine e presidiare. Ma il messaggio è arrivato: questo sistema «oltre a ledere i diritti di privacy dell’utenza Ncc, cerca di impossibilitare il normale svolgimento della nostra attività a favore di un una semplificazione del lavoro dei taxi bianchi». L’obiettivo era spiegare che «tutti i dati sensibili finiranno in una piattaforma ministeriale, grazie al foglio di servizio elettronico introdotto dal Decreto Salvini». Con «un livello di rischio “medio” in fatto di cyber sicurezza: lo attesta direttamente il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti». In sintesi, «tutti i dati sensibili dell’utenza Ncc potrebbero facilmente finire nelle mani degli hacker». Un messaggio che è stato stampato in sei lingue e consegnato ai passeggeri:

Apprendo che nel 2025, se continuo a prendere un servizio NCC, sono obbligato a fornire mie informazioni personali, che verranno conservate per tre anni in un server “colabrodo” del Ministero. Apprendo che la valutazione del rischio di intrusione è considerata di livello medio dallo stesso Mit e ciò mi lascia basito. Quindi siete consci che vi é un problema esistente e ignorato. Apprendo altresì che i miei dati, saranno “pseudonimizzati”, e potranno essere recuperati da migliaia di soggetti, che desiderano sapere ora, giorno, luogo, tragitto dei miei spostamenti. Vi chiedo, pertanto, se questa prassi vi sembra normale e degna di un paese civile. Quanto faccio nella mia vita, non é di destra, di centro, di sinistra, ma sono solo cavoli miei, in tutto e per tutto. Esigo la mia privacy, per diritto costituzionale

«Ci rallenta»

Prosegue Cioni: «Il ministro Salvini continua a dire che questo provvedimento è per combattere l’abusivismo. In realtà sono soltanto compiti maggiori per noi, oneri che prima non avevamo». Uno sfogo che si estende fino ai taxi, «che sono invece facilitati: senza tutti gli obblighi di servizio elettronico che invece noi abbiamo». Insomma, sono posizioni che «rallentano il nostro lavoro e, in alcuni casi, lo impediscono addirittura». La mobilitazione si è poi spostata a Milano, aggregandosi ai manifestanti Ncc che si sono dati appuntamento in stazione centrale.

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