CARDANO AL CAMPO – Erano gli anni Cinquanta del Novecento quando, a Cardano al Campo, emergevano i primi ritrovamenti della necropoli romana di via Carreggia. Solo dal 1973 – quando gli scavi sono diventati sistematici – la vera portata della scoperta ha iniziato a palesarsi: un centinaio di sepolture dislocate in punti diversi, ma allineate agli assi stradali, che coprono un arco temporale di circa due secoli, dall’età augustea al II secolo d.C. Una necropoli dalla lunga vita, insomma, che costituisce una prova indiretta della presenza di una comunità stabilita a Cardano già intorno all’anno zero.
Scoperte e sorprese
Nei lunghi anni di scavi non sono mancate le sorprese. Tra queste, due particolari tipi di sepoltura. La prima, rinvenuta nel 1975, è una cassa a forma di parallelepipedo costruita con grosse tegole e risalente al IV secolo d.C. La seconda, invece, è arrivata per caso, quando – all’inizio degli anni Novanta – una tomba a cassa triangolare di età augustea è emersa dagli scavi per la costruzione dell’autostrada per l’aeroporto di Malpensa. Pare, dunque, che già in epoca golasecchiana Cardano al Campo fosse abitata, ma che il suo maggiore sviluppo – figlio probabilmente della fortunata posizione geografica – sia arrivato tra il I secolo a.C e l’età tardo-imperiale.
Il ciclo di conferenze
Per divulgare questa scoperta, ancora poco conosciuta al grande pubblico, il Comune – su proposta del vicesindaco Paola Torno e dell’assessore allo Sviluppo del territorio, Claudio Trevisan – ha deciso di organizzare due conferenze gratuite in collaborazione con la Società Gallaratese per gli Studi Patri. Venerdì 17 aprile inaugurerà il mini-ciclo “La necropoli romana di via Carreggia a Cardano al Campo. Cinquant’anni di scoperte e futuro di ricerca”; mentre venerdì 15 maggio toccherà a “La vita degli antichi romani a Cardano al Campo. Tradizione e usanze raccontate dagli scavi”. Entrambi gli appuntamenti si terranno alle 21 in sala Pertini e potranno contare sugli interventi di Massimo Palazzi e Alessandro Deiana (presidente e vicepresidente della Società Gallaratese per gli Studi Patri).
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