MALPENSA – «Quel giorno ero sveglio dalle 7 di mattina, se avessi accettato il turno sarei dovuto stare sveglio per 27 ore consecutive. Immagino che nessuno si sentirebbe a proprio agio a essere su un aereo con un equipaggio sveglio da 27 ore». Lo dice Damiano Copino, tra i sei membri dell’equipaggio Neos che lo scorso 10 novembre si sono dichiarati unfit to fly (non idonei a lavorare a causa delle condizioni psicofisiche non adeguate a svolgere il servizio in sicurezza), rifiutandosi di salire sul volo che da Fiumicino sarebbe arrivato a Cuba. È montato il caso e i provvedimenti non si sono fatti attendere. Ora arriva la protesta: «Abbiamo ricevuto una chiara punizione che non meritiamo».

La testimonianza
I dipendenti coinvolti e i sindacati (Uil Trasporti e Filt-Ggil) oggi – 25 novembre – si sono riuniti in un piccolo gruppo di persone davanti all’Operation and Training Center della compagnia a Malpensa. Presente Copino, che ha ricostruito la dinamica di quel 10 novembre, quando durante il trasferimento su un pullman per Verona («Dove avremmo dormito per operare il pomeriggio del giorno dopo con un volo verso il Madagascar») sono stati contattati per il cambio turno: «Saremmo dovuti partire la sera stessa per L’Havana». Da lì sono partite le «rimostranze da un punto di vista della sicurezza». Prosegue: «Abbiamo fatto arrivare all’azienda le titubanze e ci hanno risposto il nulla». Di più: «Abbiamo ricevuto una punizione, siamo stati messi in ferie forzate». Provvedimento che ha «un grande danno economico», aggiunge. «Ci siamo dichiarati unfit to fly per la nostra responsabilità: siamo professionisti che devono essere in grado di prendere queste decisioni senza ripercussioni». Ecco perché – a fronte di una situazione che «poteva essere molto pericolosa» – la richiesta è di avere «chiarezza sulle politiche aziendali, è inaccettabile la punizione ricevuta». Tutti i dettagli nel video sotto:
Le azioni dei sindacati
I sindacati sono al fianco del dipendente, per ribadire la posizione assunta: «Un evento, a nostro parere, molto grave», che ha portato a «una serie di iniziative», le parole di Fabrizio Mazza, dipartimento nazionale Uil Trasporti. «La prima è stata una procedura sindacale contro l’azienda, per verificare tutto ciò che non ha ancora avuto risposta». L’altro è «l’esposto fatto a Enac, che è l’ente di controllo». Alla base di queste operazioni, il fatto che «riteniamo ci siano state delle presunte violazioni». Anche perché dichiararsi unfit to fly «non è un diritto, ma un dovere: chi sta sugli aerei – piloti o assistenti di volo – se si sentono non in grado di effettuare il volo, lo devono dire. Perché quando si fa questa attività bisogna essere al 100%». Fino ai provvedimenti presi da Neos, dice Mazza: «Abbiamo la documentazione oggettiva che l’azienda ha agito con mezzi che consideriamo inappropriati a quella che è la normale reazione generale delle compagnie aeree». Qui sotto il suo intervento completo:
Malpensa, troppo stanchi per volare. Lavoratori Neos in presidio
