BUSTO ARSIZIO – «Miracolo» a Borsano. Una parola forte, che risuona nella sala riunioni di Neutalia dove la presidente Laura Mira Bonomi, insieme al CdA, presenta il bilancio 2024. I conti sono «migliori delle previsioni», in particolare c’è un numero che spicca su tutti: 2,4 milioni di utile netto, più 71% rispetto all’anno precedente. Ora Michele Falcone, attuale amministratore delegato e già presidente, si appresta a lasciare Neutalia per tornare a tempo pieno al suo ruolo di direttore generale del Gruppo CAP: «L’abbiamo rimessa in carreggiata. Ora spazio alla fase operativa». Il primo step sarà il bando da circa 20 milioni per proseguire con il revamping del termovalorizzatore.
«Parlano i numeri»
«Più energia prodotta, meno emissioni e nuove risorse per sostenere il piano di sviluppo 2023-2047 e il piano benefit 2025-2027»: sono questi, in estrema sintesi, i risultati più significativi contenuti nel bilancio 2024 di Neutalia, la società benefit che gestisce l’inceneritore di Borsano. L’esercizio si chiude con numeri in forte crescita. Fatturato a 21,3 milioni di euro (+17% rispetto al 2023), grazie all’incremento della capacità di trattamento dei rifiuti (più 23%) e dell’energia elettrica prodotta (+39%). «Sono diminuite drasticamente le fermate» fa notare la presidente Mira Bonomi. E poi margine operativo lordo (EBITDA) a quota 6,1 milioni di euro (+56%) e utile netto su fino a 2,4 milioni di euro, il 71% in più dell’anno precedente. E ancora: il tasso di indebitamento finanziario che crolla al 39%, dal 112% del 2023. Il tutto «quasi a parità di costi – rimarca la presidente – si attestano attorno ai 15 milioni di euro, come nel 2023».
La nuova fase
«Il 2024 è stato un anno fondamentale, di consolidamento e accelerazione del nostro percorso verso un modello industriale più sostenibile ed efficiente» sottolinea Laura Mira Bonomi. «I risultati confermano la bontà delle scelte e la capacità di coniugare affidabilità gestionale e responsabilità ambientale. Il nostro impegno è evidente in ogni fase del progetto: dall’ammodernamento dell’impianto, alla fase di rilancio orientata all’economia circolare, alla decarbonizzazione». Ora, dopo gli 8,8 milioni di investimenti già effettuati nel 2024 e l’ottenimento del finanziamento “Project” (Sustainability Linked Loan) da 32,6 milioni di euro per sostenere il piano industriale, Neutalia è pronta ad avviare la nuova fase di rilancio nel segno dell’economia circolare. Entro il 30 aprile uscirà la prima gara da circa 20 milioni per il revamping dell’inceneritore, poi si passerà ai nuovi investimenti – altri 20 milioni – sugli impianti cosiddetti “ancellari”, per il trattamento di plastiche, ingombranti, ceneri e scorie e di cattura della CO2, che sorgeranno attorno al termovalorizzatore. «Diventerà un hub di economia circolare» assicura l’AD Falcone.
La chiusura di un ciclo
«Sono stati quattro anni intensi – si congeda così lo stesso Michele Falcone, che dopo l’approvazione del bilancio (attesa per il 21 maggio) verrà avvicendato nel CdA per tornare ad occuparsi al 100% del Gruppo CAP di cui è DG – siamo partiti con coraggio e temerarietà, abbiamo attraversato una crisi energetica che Neutalia ha affrontato al massimo del prezzo dell’elettricità ma senza le turbine, e adesso possiamo dire che l’abbiamo rimessa in carreggiata, con numeri migliori rispetto alle previsioni». Falcone ci tiene a sottolineare due dati che fanno particolarmente sensazione: le «quattro due diligence, più quella per la fusione con Accam», che Neutalia, «nessuna più di lei», ha affrontato e superato in questo periodo, ma anche «i 32,6 milioni di finanziamento ottenuti dalle banche – project e non corporate, senza garanzie dei soci ma solo verificando il piano industriale, flussi e rischi – a fronte un patrimonio netto di 16 milioni. Per fare un paragone, sarebbe come se Cap, che ha un patrimonio di 1,4 miliardi, riuscisse a prendere 2,8 miliardi di finanziamento…».
Luci e ombre
Tante luci ma nessuna ombra? Una ce n’è, ed è in prospettiva la necessaria «chiusura di entrambe le linee dell’impianto per 6-7 mesi» che dovrà avvenire in occasione della fase clou del revamping, e che andrà definita con la rete regionale per non interrompere il servizio di smaltimento dei rifiuti. Un’altra si staglia sulla gara per l’acquisto della nuova turbina, su cui pende un ricorso: «Abbiamo fiducia perché la sospensiva è stata negata – rivela l’AD Falcone – abbiamo dovuto stipulare un contratto e la turbina è stata ordinata, poi aspetteremo l’esito del ricorso». Non fa più parte delle ombre invece il rapporto con il territorio, secondo la governance di Neutalia. «Il nostro primo obiettivo per il territorio è ammodernare l’impianto per renderlo sostenibile, questa è la nostra missione – chiarisce Mira Bonomi – abbiamo attivato diversi tavoli con gli stakeholder e varato un piano benefit triennale che prevede un contributo volontario per il clima dal 2027 al 2042, 150mila euro all’anno per la riforestazione del territorio di concerto con i soci. Il rapporto con il territorio non è solo nel confronto ma nelle cose concrete». E il consigliere Stefano Migliorini aggiunge che la «centralità del territorio» è anche nei numeri dei rifiuti che vengono bruciati da Neutalia, «più del 70% sono rifiuti urbani e più dell’80% provengono dalle province di Varese e Milano». E il limite massimo «rimane a 110mila tonnellate annue – fa notare Mira Bonomi – e non ci saranno aumenti futuri».
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