NOVARA – La tensione nei corridoi dell’Ospedale Maggiore è arrivata al punto di non ritorno. Tra organici ridotti all’osso e promesse disattese, la scintilla che ha fatto divampare l’incendio è arrivata ieri mattina con l’apertura delle buste paga: mancano i pagamenti delle prestazioni aggiuntive di febbraio. Tanto è bastato per trasformare l’assemblea dei lavoratori in un atto di accusa formale contro la direzione generale.
Assemblea di fuoco
L’aula magna del nosocomio cittadino era gremita ieri pomeriggio per l’incontro convocato d’urgenza da Fp Cgil e Uil Fpl. Una riunione definita «non semplice» dai presenti, guidata da Cristina Battelli (Cgil) insieme a Diego Passero e Paolo De Tommaso (Uil).
Sul tavolo, il resoconto fallimentare degli ultimi confronti tecnici con l’azienda: nessuna soluzione concreta per il reperimento di nuovo personale e, come beffa finale, l’errore nei cedolini che ha colpito chi, per mesi, ha garantito i turni proprio grazie agli straordinari.
I numeri della discordia
Lo scontro è anche e soprattutto di cifre. Se nei giorni scorsi la direzione del Maggiore aveva provato a gettare acqua sul fuoco dichiarando un aumento di 7 infermieri negli ultimi 15 mesi, la realtà descritta dai sindacati è diametralmente opposta.
I lavoratori parlano di rientri forzati, turni massacranti da 12 ore e un’incognita totale sul piano ferie estivo, che dovrebbe essere approvato entro il 30 aprile ma che al momento risulta congelato.
«La prospettiva di affrontare i prossimi mesi con questi livelli di personale — denunciano i sindacati — rende impossibile garantire carichi di lavoro dignitosi per gli operatori e i livelli essenziali di assistenza per i pazienti».
La vertenza dal Prefetto
L’esito dell’assemblea è stato perentorio: voto all’unanimità per la proclamazione dello stato di agitazione. La comunicazione formale è già partita verso la Prefettura, attivando le procedure di raffreddamento e conciliazione.
«Non possiamo permettere che la mancanza di programmazione ricada sulle spalle di chi lavora e sulla qualità del servizio ai cittadini», dichiarano congiuntamente i rappresentanti di Fp Cgil e Uil Fpl. «Senza nuove assunzioni l’estate sarà drammatica. Questo è solo il primo passo di una mobilitazione che non si fermerà finché non arriveranno risposte vere».
