NOVARA – Due ore di sciopero e un presidio davanti ai cancelli dello stabilimento di corso Vercelli. Anche i lavoratori della Barilla di Novara saranno oggi, mercoledì 21 ottobre, protagonisti della mobilitazione nazionale proclamata da Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil. Una protesta che nasce dal piano di riorganizzazione industriale presentato dal gruppo e che ha aperto una nuova fase di confronto, e di tensione, con le organizzazioni sindacali.
I dipendenti novaresi si fermeranno per due ore e nel primo pomeriggio si ritroveranno davanti alla fabbrica per un presidio di protesta. La mobilitazione arriva mentre sul futuro di tre siti produttivi italiani è in corso una trattativa per il passaggio ad altre società.
Il piano: tre stabilimenti verso la cessione
Il progetto annunciato da Barilla a metà settembre prevede la cessione dello stabilimento di Marcianise, in provincia di Caserta, e dei mulini di Altamura, nel Barese, e Castelplanio, in provincia di Ancona.
Le trattative per il trasferimento sono già entrate in una fase avanzata. Per il pastificio campano il confronto è con il Pastificio Liguori, mentre per i due mulini l’interlocutore è Molino Casillo.
Il gruppo ha confermato lo scorso 19 ottobre l’avanzamento delle negoziazioni, indicando nella continuità occupazionale dei lavoratori una delle condizioni fondamentali per arrivare alla conclusione delle operazioni.
«Pasta Reinvention», tra cessioni e nuovi investimenti
La riorganizzazione fa parte del progetto «Pasta Reinvention», il piano con cui il gruppo punta a ridisegnare la propria struttura produttiva e a rendere più efficiente la rete industriale e logistica.
Non ci sono soltanto le cessioni. Tra gli investimenti annunciati figura infatti il nuovo polo integrato della pasta a Foggia, per il quale è previsto uno stanziamento di 100 milioni di euro destinato alla realizzazione di un molino di ultima generazione.
Per l’azienda, la strategia punta a rafforzare la competitività in un mercato della pasta sempre più articolato e a intervenire sull’efficienza del sistema produttivo.
Lo scontro con i sindacati
È però il metodo con cui il piano è stato costruito ad alimentare la protesta. Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil chiedono un confronto sulle scelte industriali e contestano il fatto che una riorganizzazione destinata a modificare il perimetro produttivo del gruppo non sia stata condivisa preventivamente con le rappresentanze dei lavoratori.
Secondo i sindacati, il progetto sarebbe stato sviluppato nell’arco di circa tre anni senza che i suoi contenuti fossero emersi nei precedenti confronti con l’azienda, nemmeno durante la trattativa per il rinnovo del contratto integrativo di gruppo, conclusa nel luglio scorso.
Il vertice del 16 ottobre non cambia il quadro
Un ultimo tentativo di confronto è andato in scena il 16 ottobre, con il Coordinamento nazionale delle Rsu Barilla e le segreterie nazionali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil riuniti per fare il punto sulla situazione.
Il confronto, però, non ha portato a una soluzione. Da qui la decisione di confermare un pacchetto complessivo di 16 ore di sciopero in tutti gli stabilimenti e nelle strutture del gruppo.
La prima giornata di mobilitazione è stata fissata per oggi, in concomitanza con il tavolo di crisi convocato dalla Regione Campania sul caso Marcianise.
A Novara due ore di stop
Anche Novara sarà quindi coinvolta nella giornata di protesta. I lavoratori dello stabilimento di corso Vercelli si fermeranno per due ore, per poi partecipare al presidio organizzato nel primo pomeriggio davanti ai cancelli.
