NOVARA – Una storia di amicizia, passione e sport. E una presenza che nel tempo si è fatta sempre più significativa e rilevante nel panorama dello sport in città.
Nata nel 1951 nel contesto della allora neonata parrocchia cittadina della Madonna Pellegrina, in una delle aree di espansione di Novara, la zona Ovest, venne chiamata “San Giacomo” in onore del Santo commemorato in una cappelletta votiva vicina al campetto dell’oratorio ed ebbe il sostegno incondizionato dell’allora giovane parroco Don Giacomo De Giuli.
Una realtà cresciuta nel tempo
In settantaquattro anni di vita la San Giacomo è cresciuta nei numeri e nelle discipline praticate: oggi, oltre al calcio da cui l’esperienza della polisportiva è nata, c’è il volley, il basket femminile, c’è il pattinaggio, c’è l’attività di gioco multisport per i bambini più piccoli dai 2 ai 5 anni.
E c’è il baskin. Una disciplina meravigliosa che è l’essenza stessa dell’inclusività: ragazzi portatori di diversa abilità e ragazzi normodotati che giocano insieme.
Ferrarotti: «Un palazzetto per l’inclusione»
Dalla esperienza del baskin si è sviluppato un sogno che oggi sta trovando concreta attuazione: è quello del recupero della vecchia piscina di viale Kennedy, abbandonata ormai da 20 anni per trasformarla in un palazzetto polifunzionale dedicato proprio allo sport inclusivo.
Sergio Ferrarotti, presidente della Polisportiva San Giacomo, è venuto al bus di Malpensa24 per raccontarci il progetto.
«Grazie ad un imprenditore illuminato – ci ha spiegato – e alla collaborazione dell’amministrazione comunale, siamo riusciti a dare il via ad un percorso che ci porterà, attraverso un partenariato pubblico-privato, a realizzare questa struttura che a Novara manca».
Sarà un luogo di sport e inclusione, non un area “esclusiva” per persone disabili, ma uno spazio per far vivere insieme l’esperienza dello sport a normodotati e diversamente abili».
