Cimitero islamico a Novara, anni di nulla di fatto. E qualche fantasma a destra…

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Quel che che resta del vecchio cimitero della frazione di Pagliate, sconsacrato e abbandonato da anni

NOVARA – Un’area cimiteriale destinata ai cittadini di fede musulmana a Novara: un tema ciclico, politicamente spinoso e da anni fermo in un imbarazzante stallo burocratico. A riaprire la discussione nel Consiglio comunale di martedì 21 luglio è stato Piergiacomo Baroni, consigliere di minoranza di Insieme per Novara, con un’interrogazione che ha riportato a galla promesse, stime economiche e vecchie ruggini interne alla maggioranza di centrodestra.

Iter ancora bloccato

L’interpellanza era rivolta all’assessore ai Lavori pubblici Rocco Zoccali, il quale già nel novembre 2023 aveva ricordato come l’otto per cento della popolazione novarese sia di fede islamica e che l’amministrazione stesse lavorando dal 2021 a un progetto legato all’ex camposanto della frazione di Pagliate, avviando un dialogo con la comunità e con una Onlus.

A tre anni di distanza, tuttavia, la situazione appare del tutto bloccata. Zoccali ha sottolineato che, pur nella consapevolezza che il diritto di sepoltura rientri tra i diritti civili fondamentali, permangono criticità rilevanti.

In primo luogo emerge l’assenza di un interlocutore unico, poichè le diverse anime della comunità religiosa musulmana rendono difficile trovare una rappresentanza unitaria attorno a un tavolo. A questo si aggiungono i vuoti normativi e pratici, dato che l’assenza in Italia di modelli di riferimento o normative nazionali standard ad hoc per i cimiteri islamici rende l’iter procedurale più complesso.

Infine pesano i costi economici e la ricerca di aree: l’ipotesi iniziale di Pagliate, definita sommaria, prevedeva poco più di 100 posti a fronte di un impegno finanziario non inferiore ai 200 mila euro per opere di urbanizzazione. Il Comune sta quindi vagliando anche altre aree cittadine.

Baroni ha replicato: “Dopo tre anni siamo ancora a questo punto e ciò non ci soddisfa per niente. Mettere a bilancio quei 200 mila euro avrebbe creato l’occasione per accelerare i tempi e dato un segnale concreto della volontà di realizzare l’opera, come già fatto a Novara per la comunità ebraica. Invece, per ora, restiamo al nulla di fatto”.

La storia: dalle polemiche del 2015 al cortocircuito del 2021

Per comprendere lo stallo attuale occorre fare un passo indietro.

La vicenda dell’ex cimitero abbandonato di Pagliate affonda le sue radici nel 2015, quando fu l’allora assessore ai Lavori pubblici della giunta di centrosinistra, Nicola Fonzo, a proporre l’idea. All’epoca la Lega presentò emendamenti per cancellare la proposta e Ivan De Grandis, non ancora consigliere e allora tra le fila del “Nuovo Centro Destra”, il partito fondato da Angelino Alfano e durato lo spazio di un mattino, scatenò soprattutto sui social un duro attacco politico.

La proposta di Mario Paganini

Il vero corto circuito all’interno del centrodestra si consumò però nel 2021, durante la prima giunta Canelli. L’allora assessore ai Lavori pubblici Mario Paganini inserì nero su bianco nella bozza del Piano regolatore cimiteriale il recupero di Pagliate per i riti acattolici, definendo la scelta un atto di civiltà giuridica, previsto dall’articolo 48 del regolamento di polizia mortuaria, e riconoscendo apertamente la bontà del lavoro avviato anni prima dal centrosinistra.

Quell’apertura creò un forte imbarazzo nei banchi della maggioranza. In un clima teso, segnato dal silenzio del sindaco Alessandro Canelli e dai borbottii della giunta, fu proprio Nicola Fonzo dai banchi dell’opposizione a ringraziare Paganini per l’onestà intellettuale, incalzando gli avversari: «Oggi fate quello che noi sostenevamo anni fa. A cambiare idea si fa sempre in tempo».

A tentare di sbarrare la strada fu nuovamente De Grandis, nel frattempo passato a Fratelli d’Italia, che smentì apertamente il suo stesso assessore affermando categoricamente che «non ci sarà alcun cimitero islamico». Il Piano regolatore cimiteriale venne comunque approvato all’unanimità, lasciando però irrisolto il nodo politico centrale.

Un nodo ancora da sciogliere

A distanza di anni, la questione del cimitero islamico a Novara rimane così sospesa in un limbo fatto di costi incerti, perplessità tecniche e una palese difficoltà nel tradurre le intenzioni formali in interventi concreti.

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