NOVARA – Tutti favorevoli a parole e nei voti in aula, ma assenti nei fatti. Diventa un caso politico la vicenda della Consulta comunale per la Legalità.
All’ultima seduta, convocata per discutere di temi delicatissimi come usura, estorsione e corruzione, non si è presentato nessun consigliere dei gruppi di maggioranza (Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia), nemmeno in collegamento da remoto.
Una sedia vuota collettiva che ha mandato su tutte le furie i capigruppo della minoranza, i quali si sono rivolti direttamente al presidente del Consiglio comunale, Edoardo Brustia: «La latitanza della maggioranza non solo limita il funzionamento della Consulta, ma ne ipoteca pesantemente il prosieguo dei lavori».
Il paradosso: un progetto votato all’unanimità
Il dettaglio che rende la vicenda un vero e proprio corto circuito politico è che l’ordine del giorno della riunione di martedì (convocata lo scorso 2 luglio) riguardava l’adesione al progetto di Libera per monitorare la percezione di usura e corruzione sul territorio. Un’iniziativa che era stata votata all’unanimità dall’intero Consiglio comunale.
Al tavolo si sono così presentati soltanto i consiglieri di opposizione: la presidente della Consulta Cinzia Spilinga (Pd), Piergiacomo Baroni (“Insieme per Novara”) e Francesco Renna (Movimento 5 Stelle), insieme ai rappresentanti delle associazioni Libera, Legambiente e “La Torre Mattarella”. Unico esponente della giunta presente, l’assessora al Commercio Maria Cristina Stangalini, intervenuta proprio perché il questionario sull’usura è in fase di distribuzione tra i negozianti novaresi. Assente invece l’assessore delegato alla Legalità, Rocco Zoccali.
Il “vizio” dell’assenteismo e le regole cambiate inutilmente
Non si tratta, in realtà, di un caso isolato. Quello delle defezioni tra le fila del centrodestra in Consulta sembra essere un vizio strutturale, tanto che già due anni fa la presidente Spilinga aveva presentato un’interrogazione sul tema.
«Nessun esponente della maggioranza ha trovato il tempo di presenziare, nemmeno da remoto – attaccano in una nota congiunta i capigruppo Nicola Fonzo (Pd), Mario Iacopino (M5S) e Piergiacomo Baroni (“Insieme per Novara”) –. E dire che, proprio per consentire la massima partecipazione, solo qualche mese fa il Consiglio comunale aveva approvato modifiche regolamentari per facilitare la presenza dei membri».
Bloccati anche i corsi di formazione anticorruttela
L’assenza dei consiglieri della coalizione del sindaco Canelli non ha solo creato un caso politico, ma ha di fatto rallentato l’operatività dell’organismo. All’ordine del giorno c’era infatti anche la discussione sulla partenza di un corso di formazione per amministratori e dipendenti pubblici curato da Avviso Pubblico (la rete di enti locali contro mafie e corruzione legata a Libera), associazione di cui il Comune di Novara fa parte e in cui è rappresentato dal consigliere di maggioranza Gaetano Picozzi (anch’egli assente).
«Ci siamo rivolti al presidente del Consiglio Brustia – concludono i capigruppo di minoranza – affinché richiami formalmente i gruppi di maggioranza ad adempiere agli impegni assunti e a concorrere concretamente al funzionamento della Consulta».
