NOVARA – Il conto consuntivo 2025 approda in aula, ma i numeri restano sullo sfondo. Quello che si è consumato ieri mattina a Palazzo Cabrino non è stato un semplice passaggio tecnico, bensì il primo, vero atto della campagna elettorale che la prossima primavera porterà alla scelta del nuovo sindaco.
Archiviato il clima teso e i toni da “saloon” dell’ultima seduta, la politica ha ripreso il centro della scena, disegnando con estrema chiarezza il pentagramma su cui verrà scritta la sinfonia dello scontro per la guida della città.
I numeri dell’assessore: un ente in salute
L’assessore al Bilancio, Silvana Moscatelli, ha aperto i lavori con la consueta precisione, snocciolando cifre che descrivono, dal punto di vista della giunta, un ente solido e capace di coniugare il rigore finanziario con una spiccata capacità di investimento.
Moscatelli ha parlato di un Comune sano, sottolineando come l’avanzo libero di circa 9,5 milioni di euro sia una cifra contenuta se paragonata a entrate complessive che superano i 225 milioni. Un segnale, secondo l’assessore, di una macchina amministrativa capace di spendere le risorse a disposizione.
Personale e sociale: lo stato dei servizi
Tra i passaggi chiave della relazione sono emersi i dati sul personale, che oggi conta 671 dipendenti a fronte di un turnover equilibrato che nel 2025 ha visto 48 cessazioni e 52 nuove assunzioni.
Sul fronte del welfare, l’investimento sui servizi sociali ha registrato una crescita di 290 mila euro in valore assoluto, nonostante una lieve flessione dello 0,8% in termini percentuali rispetto alla spesa totale. Dati che per la maggioranza confermano un’attenzione costante ai bisogni della città, ma che sono diventati terreno di scontro immediato.
L’attacco corale delle minoranze
Non appena si è aperto il dibattito, lo scenario tecnico ha lasciato spazio alla contrapposizione politica. Lo schema è apparso subito evidente: un faccia a faccia serrato tra l’intera opposizione e il sindaco Alessandro Canelli.
Dai banchi della minoranza è partito un attacco corale che ha messo nel mirino quello che è stato definito un vero e proprio “fallimento politico”. Milù Allegra ha sollevato le criticità legate alla gestione del personale, mentre Rossano Pirovano ha accusato l’amministrazione di aver abbandonato le periferie, trasformandole da cavallo di battaglia elettorale a zone dimenticate. Anche Cinzia Spilinga ha battuto sul tasto dell’esclusione, citando le categorie che l’amministrazione avrebbe trascurato, dai disabili alla comunità LGBT.
Critiche a 360 gradi: dalla sicurezza all’ambiente
Sul fronte del Movimento 5 Stelle, Francesco Renna ha evidenziato le lacune nella cura urbana e nella protezione civile, seguito da Mario Iacopino che ha acceso i riflettori sui nodi strutturali della riscossione crediti. Piergiacomo Baroni ha chiesto una maggiore attenzione ai servizi sociali, mentre Sara Paladini ha passato in rassegna i ritardi su ambiente, commercio e politiche giovanili.
Il capogruppo del PD, Nicola Fonzo, ha infine lanciato la sfida definitiva: un anno di critica serrata per dimostrare che il centrosinistra ha “idee e competenze per governare meglio”.
La replica di Canelli e il voto finale
La risposta di Alessandro Canelli non si è fatta attendere. Il sindaco ha raccolto il guanto di sfida, annunciando a sua volta un anno di rivendicazione di quanto costruito finora. Canelli ha promesso di ribattere “dati alla mano”, forte delle certificazioni di enti terzi, per difendere l’operato della sua squadra.
Alla fine, il consuntivo è passato con il voto compatto della maggioranza, inclusi – pur con rumorosi distinguo – i tre esponenti di Alleanza Novarese. Il “no” convinto delle opposizioni chiude la partita contabile e apre ufficialmente quella per le urne.
La lunga corsa verso il 2027 è appena iniziata.
