NOVARA – C’è chi si muove di primissima mattina per fare il sopralluogo a caldo, chi cala sul territorio schierando l’intera filiera di partito e chi, a qualche giorno dal disastro, alza la voce per rivendicare il proprio peso specifico e istituzionale.
La conta dei danni inflitti dal maltempo alle colline novaresi – tra vigneti devastati e campi compromessi per una prima stima da 20 milioni di euro – ha scatenato non solo la macchina dei soccorsi, ma anche il consueto, inesorabile “movimento” della politica.
La cronologia della presenza
A rompere gli indugi, all’indomani del nubifragio, era stato il Partito Democratico, con un tempestivo sopralluogo sul campo e la richiesta di un impegno immediato indirizzata verso la Giunta regionale. A stretto giro era seguita la controffensiva di Fratelli d’Italia, scesa in campo con uno spiegamento di forze a “filiera corta” (da Roma a Novara via Torino) per marcare la centralità dell’azione di governo e l’attenzione al territorio.
In questo quadro di presidio istituzionale e politico, mancava all’appello il Carroccio. La replica della Lega è arrivata con una nota della segreteria provinciale, volta a riprendere le redini del dossier agricolo e a rivendicare una presenza concreta sul territorio.
Maio e Marnati: «Non solo parole»
Ad azionare la leva del Carroccio sono due figure chiave dell’amministrazione locale e regionale: il consigliere provinciale delegato all’Agricoltura, Giuseppe Maio, e l’assessore regionale Matteo Marnati.
«Di fronte a una situazione di questa gravità la vicinanza agli agricoltori non può limitarsi alle parole», incalza Maio, ricordando come l’ondata di maltempo che ha flagellato i Comuni di Briona, Fara Novarese, Sizzano, Ghemme, Carpignano Sesia, Barengo e Sillavengo tocchi l’ossatura stessa dell’economia collinare.
L’obiettivo immediato dichiarato dalla Lega è stringere i tempi sulla mappatura delle perdite: «Invito tutte le aziende colpite a rivolgersi ai Comuni e alle associazioni di categoria (Coldiretti, Confagricoltura e Cia) per completare la ricognizione. Da una fotografia precisa dipende la possibilità di attivare gli interventi più adeguati».
Sul fronte torinese, l’assessore Matteo Marnati punta dritto alle risorse: «Sono in stretto contatto con il collega di giunta delegato all’agricoltura Bongioanni. Stiamo già seguendo l’iter della richiesta dello stato di calamità per ristorare le attività e rilanciare nel più breve tempo possibile il settore vitivinicolo e agricolo».
Dal ristoro al “consumo a km zero”
Accanto alle prassi burocratiche e istituzionali (con i doverosi ringraziamenti a Sindaci, volontari e Protezione Civile), Maio inserisce anche una chiave di lettura culturale e di consumo: «Scegliere i prodotti del territorio e bere i vini delle nostre colline significa sostenere direttamente le nostre imprese. È un gesto semplice ma oggi ancora più decisivo».
I riflettori della politica sono dunque accesi e le prime passerelle si avviano verso la conclusione. Ora, per gli agricoltori del Novarese – che fanno i conti con milioni di euro spazzati via in poche ore – la sola “gara” che conta davvero sarà quella per la velocità di arrivo dei rimborsi.
