NOVARA – Venti anni di reclusione. E’ la condanna inflitta dal giudice di Reggio Calabria a Bartolo Bruzzaniti, 50 anni, domiciliato a Invorio, in provincia di Novara, coinvolto in numerose inchieste sullo spaccio gestito dalle cosche dell ‘ndrangheta. Il processo in abbreviato, è nato dall’inchiesta “Eureka”, l’operazione scattata nel maggio 2023 che ha smantellato un’organizzazione transnazionale dedita al riciclaggio, al traffico di droga e armi in tutto il mondo.
Condannati in 78, oltre 1000 anni di carcere
L’inchiesta – che ha toccato i livelli più alti dell’organizzazione criminale, permettendo anche di ricostruire la fuga e la latitanza del super boss Rocco Morabito, detto “Tamunga” dopo la fuga dal carcere di Montevideo, in Uruguay, nel 2019 – ha visto la cooperazione delle Dda di Reggio Calabria, Milano e Genova, degli investigatori di Germania, Belgio e Portogallo. Quella di Bruzzaniti è una delle 78 condanne inflitte dal tribunale su un totale di 83 imputati, per oltre mille anni di carcere. Bruzzaniti è attualmente detenuto, dal momento che la Cassazione ha respinto i ricorsi per ottenere la revoca della misura cautelare.
Il magazzino di Gerenzano, con quintali di cocina
L’uomo è stato latitante dall’ottobre 2022 all’estate 2023, quando la sua fuga è terminata a Beirut, in Libano. Nell’inchiesta è stato definito un referente importante del gruppo che gestiva il narcotraffico al nord: manifestava il suo potere nelle trattative coi soci fornitori, con i clienti e con il coordinamento dei diversi associati, soprattutto per quanto riguarda la gestione della droga Il suo nome era statio collegato anche al magazzino di Gerenzano, in provincia di Varese, dove venivano stoccati grossi quantitativi di droga. Dalla sua residenza a Invorio, Bruzzaniti gestiva tutti i traffici a Milano: “Il mercato della droga a Milano mi spetta di diritto”, è una delle frasi colte nelle intercettazioni che l’uomo ripeteva spesso. Il boss calabrese ha alle sue spalle à un’altra condanna a 20 anni in primo grado rimediata lo scorso autunno a Milano per un’analoga inchiesta sul narcotraffico.
