NOVARA – Una revisione immediata del progetto esecutivo di Piazza Martiri per trasformarlo da una semplice distesa di pietra a un’oasi verde capace di contrastare le isole di calore, riaprendo contestualmente il confronto con la cittadinanza.
È la richiesta avanzata al sindaco Alessandro Canelli, alla Giunta e all’intero Consiglio comunale dal neonato Forum per il bene comune – Novara 2030, la nuova rete che unisce diverse realtà ambientaliste e civiche del territorio.
La stoccata sul restyling di Piazza Martiri
Con la conclusione degli accertamenti archeologici e l’imminente avvio dei cantieri, la riqualificazione di Piazza Martiri finisce direttamente al centro delle critiche ambientaliste. Secondo il Forum, l’attuale disegno dell’amministrazione comunale difetta di una visione ecologica moderna e smentisce le promesse sulla partecipazione cittadina.
Le associazioni denunciano come il progetto sia stato definito senza un reale percorso partecipato e di coinvolgimento dei portatori di interesse, evidenziando come la proposta non segni alcuna discontinuità sul fronte della sostenibilità.
Il disegno attuale non contempla infatti una riduzione del traffico di passaggio e prefigura una piazza pavimentata piuttosto che una piazza del verde, limitandosi quasi esclusivamente alla sostituzione dell’asfalto con la pietra e trattando l’inserimento della vegetazione come un secondario elemento di complemento.
Alla luce delle recenti ondate di calore, la rete ecologista sottolinea l’urgenza di adottare soluzioni basate sulla natura in grado di mitigare le temperature urbane, offrire reale comfort climatico e garantire idonei spazi di socializzazione.
Per queste ragioni, il Forum chiede a forze di maggioranza e di opposizione di rivedere il progetto esecutivo, garantendo l’adeguato confronto con i residenti inizialmente promesso dall’amministrazione.
L’alleanza delle associazioni per Novara 2030
La presa di posizione su Piazza Martiri rappresenta il primo atto pubblico del Forum per il bene comune – Novara 2030. La struttura nasce dall’aggregazione di sei storiche sigle attive da anni in città: Medici per l’Ambiente, Fontanili di Pernate, Italia Nostra, La Torre – Mattarella, Legambiente Circolo Il Pioppo e Medicina Democratica.
Dopo mesi di analisi e proposte condivise sui temi della transizione energetica, della mobilità sostenibile, della salute pubblica, del contrasto al consumo di suolo e dell’occupazione qualificata, queste realtà hanno deciso di unire le forze per dare concreta attuazione agli obiettivi dell’Agenda ONU 2030.
Il nuovo soggetto si configura come un luogo aperto di confronto e progettualità rivolto a tutte le associazioni e ai cittadini che si riconoscono nei medesimi valori.
Dalle Comunità Energetiche alla qualità urbana
Nel programma del Forum, il verde urbano viene inteso come patrimonio di biodiversità e servizio ecosistemico essenziale per la salute, superando la logica del puro arredo estetico. Tra le priorità strategiche per i prossimi anni figurano la promozione delle Comunità Energetiche Rinnovabili a vantaggio delle fasce sociali più fragili, la tutela dei servizi pubblici, l’accesso all’abitazione, il lavoro dignitoso e la valorizzazione del polo universitario e della ricerca.
