Tanta Novara intorno al patrono San Gaudenzio. Il vescovo: «Forse l’ultima volta con voi»

Novara Gaudenzio celebrazione vescovo
La discesa del lampadario all'inizio della celebrazione
Novara Gaudenzio celebrazione vescovo
La basilica affollata di cittadini

NOVARA – Non è mancata neppure una leggera nebbia questa mattina a Novara a rendere più suggestivo lo scenario della festa patronale di san Gaudenzio, in una cornice di folla come non se ne vedeva da anni, che ha affollato la Basilica per il solenne pontificale presieduto dal vescovo monsignor Franco Giulio Brambilla

Il corteo nel segno della tradizione

Come vuole la tradizione, il pontificale in Basilica è stato preceduto dal corteo storico che si è allungato dal municipio alla basilica dedicata al Santo. Un segno dello stretto legame tra dimensione civile e religiosa che caratterizza questa ricorrenza.  In testa al corteo, con il sindaco e le autorità i tre novaresi dell’anno, Fra Marco Costa, Danila Finzi e Anna Chiara Invernizzi.

I consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione e gli assessori hanno portato sulle caratteristiche “barelle” i grandi fiori metallici che sono stati poi posizionati sul lampadario che campeggia al centro della navata principale e che, come ogni anno viene calato all’inizio della celebrazione.

L’omaggio del fiore ricorda l’incontro tra Gaudenzio e Ambrogio

Subito prima dell’inizio della messa, anche in questo caso secondo un antico cerimoniale, il sindaco Alessandro Canelli e il presidente della Provincia Marco Caccia (al suo esordio in questa funzione) hanno compiuto il gesto dell’omaggio del fiore, consegnando al vescovo un mazzo di fiori. E’ il simbolo non solo del legame tra istituzioni civili e autorità religiosa, ma ricorda anche la leggenda che narra dell’incontro tra san Gaudenzio e sant’Ambrogio, quando per miracolo il giardino del vescovo di Novara fiorì di rose in pieno inverno.

 

Tante autorità e politici presenti

In chiesa, oltre al Prefetto Francesco Garsia, al questore Fabrizio La Vigna, ai comandanti delle forze dell’ordine e del presidio militare, molti rappresentanti del mondo politico novarese: tra gli altri il senatore Gaetano Nastri, gli assessori regionali Matteo Marnati e Marina Chiarelli, i consiglieri regionali Domenico Rossi e Daniela Cameroni.

Il vescovo: forse l’ultimo san Gaudenzio con voi

Se qualcuno si aspettava che il vescovo facesse cenno oggi, nel corso della solenne celebrazione per la festa patronale di San Gaudenzio, alla conclusione del suo mandato che è in proroga ormai da due anni e alla nomina del suo successore, è rimasto deluso.

Monsignor Brambilla si è limitato ad una brevissima frase in conclusione dell’omelia, quando ha detto che questo San Gaudenzio “forse può essere l’ultimo tra voi”.

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Il vescovo durante l’omelia

Giovani, famiglia e iniziative sociali

Per il resto il vescovo ha commentato la celebre pagina del vangelo della parabola dei talenti letto durante la messa e ha fatto riferimento a quella che ha chiamato “l’eredità del Giubileo”, in continuità con quanto aveva detto in occasione della chiusura dell’Anno Santo. Non sono mancatim sia pure in breve, alcuni incisivi riferimenti agli aspetti più “sociali” come si conviene al classico “discorso alla città”.

Il Vescovo ha così invitato la comunità cittadina ad un rinnovato impegno a «trasformare i talenti di Dio nell’opera dell’uomo». Brambilla ha fatto in particolare riferimento all’impegno nell’ascolto dei giovani, a un concreto sostegno alla famiglia per esempio «per rendere possibile – ha detto – a entrambi i genitori che lavorano di gestire i figli» e a una perseveranza nelle iniziative sociali e di volontariato ma superando quello che ha definito «uno stile particolaristico, per immaginare azioni sociali che offrano di più nel servire al bisogno sociale che si fa sempre più grande e più esigente».

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