NOVARA – E’ ufficialmente aperta la festa patronale di San Gaudenzio 2026. Una occasione che da sempre intreccia tradizione religiosa e aspetti civili. Un “mix” particolarmente evidente in alcuni momenti della festa, a cominciare proprio dalla solenne apertura dello Scurolo che oggi pomeriggio ha visto insieme il vescovo Franco Giulio Brambilla, con il sindaco Alessandro Canelli e le autorità cittadine (presenti tra gli altri il prefetto Francesco Garsia, il questore Fabrizio La Vigna, il comandante provinciale dei Carabinieri Emilio Palmieri, il vicepresidente della Provincia Andrea Crivelli, il consigliere regionale Domenico Rossi) a dare il via alla festa. A fare gli onori di casa il parroco della Basilica don Renzo Cozzi con i canonici don Carlo Scaciga e don Natale Allegra
Una stretta unione di dimensione civile e religiosa
L’inestricabile connessione tra dimensione religiosa e civile è stata ancora una volta messa in luce nel messaggio del primo cittadino alla vigilia dell’ottavario. Il sindaco parla di «un legame profondo che si rinnova ogni anno, mantenendo viva la memoria storica e spirituale della nostra città». «Questa festa non è solo un’occasione per onorare il nostro Patrono, ma anche per riflettere su quanto, negli anni, siamo riusciti a coniugare il rispetto delle tradizioni con le sfide e le opportunità del presente».
San Gaudenzio – conclude il messaggio del sindaco- è «una figura capace di ispirare la costruzione di una città solidale e prospera, una città che non dimentica la sua storia ma sa affrontare con coraggio e determinazione le sfide del presente».
L’esordio della “nuova” Fondazione Fabbrica Lapidea
L’apertura dello Scurolo è anche il momento in cui la Fabbrica Lapidea, l’ente che dal 1552 si prende cura della Basilica, che è di proprietà comunale ma affidata alla Diocesi, traccia il bilancio della propria attività. Da poche settimane la Fabbrica è stata trasformata in Fondazione per consentire una maggiore facilità nell’accesso a fondi e bandi pubblici e privati. L’attivissimo presidente Matteo Caporusso (nella foto) ha elencato gli interventi svolti nel corso del 2025 (tra cui il restauro del grande mosaico di metà ottocento realizzato su disegno di Pelagio Palagi che si trova esattamente sotto la Cupola Antonelliana e che proprio in occasione della festa patronale di quest’anno ha rivisto la luce) e ha indicato una serie di lavori che nel corso dell’anno appena iniziato saranno realizzati. «Abbiamo bisogno – ha detto il presidente – del sostegno di tutta la comunità»
L’arrivo dei pellegrini da Ivrea
Contestualmente all’apertura dello scurolo c’è stato l’arrivo, del “Cammino di San Gaudenzio” un percorso a piedi da Ivrea (secondo la tradizione città natale di Gaudenzio) a Novara per un totale di 103 chilometri, organizzato dall’associazione novarese Amici di Santiago. I camminatori sono stati accolti all’ingresso della basilica e hanno partecipato alla funzione.
L’inizio dell’omaggio all’urna del Santo
Dopo la lettura del Vangelo e di una sintesi della vita di Gaudenzio il vescovo e il sindaco con il corteo delle autorità, come vuole la tradizione, sono saliti allo scurolo, ed hanno aperto la cancellata che si affaccia sul transetto sotto la cupola antonelliana. Al termine della cerimonia è iniziato l’omaggio della città all’urna del Patrono. Lo scurolo sarà aperto fino a sabato 31 gennaio ogni giorno dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 19.00. Con l’apertura dello scurolo inizia ufficialmente il programma dei festeggiamenti come sempre ricco di eventi di carattere culturale oltre che religioso, che proseguirà fino a fine gennaio.
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