NOVARA – «Al sottoscritto sembra addirittura strano che un essere simile possieda la capacità di parlare. Dovrebbe essere castrato e recapitato nella savana, in modo da non nuocere ad altri». E’ un commento apparso nelle ultime ore su Facebook: la vicenda è quella dell’arresto di un cittadino straniero, accusato di avere usato violenza sessuale ad una donna nei pressi della stazione ferroviaria di Sondrio.
Niente di particolarmente differente da centinaia di commenti che quotidianamente appaiono sui social network. La notizia è che l’autore del post non è un cittadino qualunque, ma il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale a Novara, Mauro Gigantino, che è anche consigliere provinciale con delega all’ambiente e alle politiche giovanili.
«Parole indegne»
Il post di Gigantino non è sfuggito al gruppo consiliare del Partito Democratico a Palazzo Cabrino. In una nota diffusa nel pomeriggio di oggi i consiglieri Dem lo definiscono «un concentrato di odio e di pregiudizio che contrasta apertamente con il diritto, la Costituzione e che ignora apertamente le sanzioni previste dalle vigenti leggi, laddove l’imputato venisse ritenuto colpevole». «Ma a Gigantino – prosegue la nota – evidentemente non interessa la Costituzione, la legge ecc. All’esponente di Fratelli d’Italia preme (purtroppo non è il solo, perchè tra FdI e Lega fanno a gara per rincorrere il populismo) raccattare qualche voto in più costi quel che costi». «Parole come quelle che ha pronunciato – conclude il gruppo Pd – non sono degne di chi occupa una carica pubblica. In questo caso addirittura due»
Contestato il 25 aprile
Mauro Gigantino – 55 anni, medico militare con specializzazione in dermatologia e venereologia – non è nuovo ad interventi “sopra le righe”, sia nel dibattito nelle aule consiliari, sia fuori. Qualche mese fa era finito agli onori delle cronache quando, delegato all’allora presidente della Provincia Federico Binatti, aveva portato il saluto dell’ente alla cerimonia del 25 aprile di quest’anno, esordendo con la frase «I caduti meritano tutti rispetto, anche quelli che hanno combattuto in buona fede dalla parte sconfitta. Questa festa non deve essere faziosa». Espressione che gli aveva procurato una dura contestazione.
