Ibis: Maio (Provincia di Novara), «non traiamo conclusioni affrettate»

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Due cadaveri di ibis abbandonati sul prato del Parco dei Bambini a Novara

NOVARA – Gli ibis morti sul prato del Parco dei Bambini? Non bisogna trarre conclusioni affrettate. Giuseppe Maio, consigliere delegato della Provincia di Novara all’agricoltura e alla caccia, sceglie di abbassare il più possibile i toni e di provare a tranquillizzare tutti.
«La situazione – spiega Maio a Malpensa24 – è costantemente monitorata. Sappiamo che possono verificarsi episodi legati alla naturale presenza degli animali, come la caduta di qualche pullo, ma anche situazioni determinate da fattori esterni: collisioni, incidenti o, in alcuni casi, possibili interventi da parte di terzi. Proprio per questo è importante valutare ogni episodio con attenzione, senza trarre conclusioni affrettate».

Gli ambientalisti insistono

Una risposta che non convince gli esponenti delle associazioni ambientaliste. Franco Contorbia, responsabile dell’Osservatorio ambientale, non ha dubbi almeno per quanto riguarda l’esemplare adulto di cui abbiamo pubblicato la foto domenica 4 ottobre.
«Il punto dove l’animale è stato colpito porta a formulare l’ipotesi di uno sparo con carabina ad aria compressa o comunque arma a proiettile unico effettuato ad un animale posato su un albero e colpito stando sotto l’albero. In questa ipotesi ci sta tutta la possibilità che si sia sparato anche nel parco».

«Naturalnente – aggiunge –  non ne siamo certi. Ma il colpo della carabina ad aria compressa è quasi uno schiocco e quindi questa è un’arma molto adatta ad agire nei luoghi abitati senza allarmare le persone con forti boati provocati dalla polvere da sparo».

Giuseppe Maio (Provincia di Novara)

La Provincia: «Monitoriamo»

La Provincia, comunque, rivendica la propria azione: «continuiamo – dice ancora Maio –  a intervenire sul posto, quando necessario, cercando di allontanare gli animali con modalità non cruente e di contenere il fenomeno. Le diverse soluzioni sperimentate finora, dall’utilizzo di luci e laser agli interventi di allontanamento, non hanno però prodotto risultati definitivi, perché la colonia ha ormai individuato quell’area come proprio habitat».
«Parallelamente prosegue la gestione della popolazione sul resto del territorio, con l’obiettivo di evitare che situazioni analoghe si consolidino in altri parchi pubblici. Con l’avvicinarsi della stagione fredda – conclude il consigliere delegato – monitoreremo come evolverà naturalmente la presenza degli animali e valuteremo i prossimi interventi sulla base delle indicazioni tecniche, scegliendo la soluzione più opportuna».

Il problema delle carcasse abbandonate

Sta di fatto che nel Parco Balconi si ripetono frequentemente ritrovamenti di carcasse di Ibis morti: gli animali – questo lo confermano anche le organizzazioni ambientaliste – non vengono rinvenuti tutti nelle medesime condizioni. Ma non è difficile intuire la mano dell’uomo. Un cadavere – riferisce a Malpensa24 una testimonianza diretta –  «aveva una pesante pietra quadrangolare che gli copriva la testa e il collo: è rimasto per qualche giorno così finché una persona pietosa ha spostato la pietra».

Dal Comune di Novara, l’assessore all’ambiente Elisabetta Franzoni ribadisce che l’amministrazione non ha alcuna competenza sugli animali. E che il compito di rimuovere le carcasse è affidato in via esclusiva agli operatori del canile sanitario. «Noi segnaliamo – dice l’assessore – e loro intervengono».
Ma anche a questo proposito non mancano le segnalazioni preoccupate di cittadini e attivisti: spesso, a quanto sembra, i corpi senza vita degli uccelli rimangono per molti giorni sull’erba, con il rischio di problemi di carattere igienico.

Si torna a parlare di avvelenamenti

E intanto si torna a parlare – come già era accaduto negli anni scorsi dopo le prime apparizioni degli ibis in ambiente urbano – della possibilità che qualcuno possa anche aver somministrato veleno agli uccelli.
Sarebbe questa la possibile causa di morte nei casi in cui sui corpi non si vedono segni di sparo. «L’anno scorso – ricorda Contorbia –  ci sono stati casi di avvelenamento come certificato dall’istituto Zooprofilattico. Quest’anno non ci risulta per il momento che siano stati conferite dall’Asl carcasse di animali morti ma stiamo aspettando il risultato di un accesso agli atti che abbiamo effettuato qualche tempo fa».

La presenza degli Ibis sacri a Novara sembra destinata a far discutere ancora a lungo

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