NOVARA – Un nuovo capitolo per una vicenda che ha destato sorrisi e ironia ma anche una buona dose di indignazione e di scaramucce polemiche. E’ quella dell’interrogazione sulle multe elevate a carico del genitore di un consigliere comunale di Fratelli d’Italia, il vicecapogruppo Mauro Gigantino, che è anche consigliere provinciale.
Le quattro multe al papà del vicecapogruppo FdI
La storia è cominciata nello scorso luglio. Il capogruppo di Fratelli d’Italia Michele Ragno aveva depositato una interrogazione nella quale chiedeva spiegazioni su quattro multe elevate a una persona disabile per il parcheggio sotto casa, nonostante, a suo dire, avesse regolarmente esposto il permesso rilasciato dal comune. La persona in questione, come è emerso praticamente subito nonostante non sia stato nominato, risultava essere il padre del collega di partito di Ragno, Mauro Gigantino, consigliere non nuovo a polemiche anche vivaci
Il Pd: “Non si è mai vista una cosa del genere”
Il fatto aveva suscitato una vivace reazione dell’opposizione. “Il Consiglio comunale – aveva detto il capogruppo del Partito Democratico, Nicola Fonzo – non è un tribunale né un ufficio ricorsi per i vostri casi personali. In tanti anni non avevo mai visto una cosa del genere”
Ragno, parecchio in imbarazzo, aveva spiegato di aver avuto qualche perplessità sulla presentazione dell’interrogazione e di aver consultato poi la segretaria comunale, che lo aveva poi rassicurato sulla legittimità della stessa. “Legittima forse – aveva ribadito Fonzo – ma sicuramente inopportuna”
Le spiegazioni, i rinvii, il ritiro
Gigantino aveva cercato di dare una spiegazione plausibile alla scelta che aveva generato la levata di scudi dell’opposizione. “Inizialmente non pensavo fosse il caso di proporre il documento ma poi si è ragionato che quanto successo a mio papà potrebbe capitare ad altri”. L’interrogazione in realtà in non è stata discussa a luglio: era assente l’assessore competente Luca Piantanida. E così è accaduto anche nella successiva seduta di consiglio comunale. Poi nel mese di settembre il capogruppo Ragno annunciava la decisione di ritirare definitivamente l’interrogazione.
Interrogazione ripresentata e poi subito ritirata
Ma a riaprire la querelle, un colpo di scena. Anzi due. Prima Gigantino – questa volta senza l’intermediazione del capogruppo – ieri ha depositato nuovamente l’interrogazione. Il che ha suscitato l’immediata reazione del Pd che in una nota stamattina definisce il comportamento del consigliere “senza vergogna”.
“Visto che il capogruppo non si è fatto paladino della “nobile causa” del suo familiare – aggiunge – ci pensa direttamente lui. Il Consiglio comunale è trattato come casa propria in cui gestire questioni di famiglia. Il senso del ridicolo è stato abbondantemente raggiunto. Del senso delle istituzioni, invece, non c’è traccia. Questa è la classe dirigente locale di FdI”.
Non passano due ore che arriva il secondo colpo di teatro. Gigantino scrive al sindaco, al presidente del Consiglio Comunale, a tutti i capigruppo e alla segreteria generale e annuncia la decisione di ritirare l’interrogazione.
Forse qualcuno gli ha suggerito di evitare di esporsi ad un’altra pessima figura…
